A difesa della “buona” cooperazione sociale: il presidente di Legacoop Latina interviene in merito alla discussione politica sulla gestione di tre asili nido comunali a Latina

Inserito il settembre 21, 2012 at 08:27

Categorie: Legacoop Latina, Legacoop Sociali, News

Il presidente di Legacoop Latina, Emiliano Scinicariello, interviene in merito alla discussione politica sorta sulla gestione di tre asili nido comunali a Latina, nello specifico l’Asilo Nido “La Giostra”, e quelli di Via Budapest e Via Aniene.

Latina, 20 settembre 2012 - “Non condivido affatto nel merito le critiche mosse dal PD di Latina, che vede particolarmente attivi in tal senso il Capogruppo Consiliare De Marchis e la consigliera Zuliani, poiché prive di coerenza e di conoscenza delle dinamiche del terzo settore e di alcuni aspetti normativi che lo regolano. Tali critiche appaiono piuttosto un attacco al sistema della cooperazione sociale e, più in generale, al sistema della cooperazione.

Una prova dell’incoerenza sta nell’attenzione “a corrente alternata” che i consiglieri del PD prestano verso un principio fondamentale nella gestione di servizi educativi: la continuità didattica. In un articolo del 27 luglio u.s. pubblicato da un quotidiano locale la consigliera Zuliani difendeva questo principio, lamentando per questo l’esternalizzazione del servizio educativo dell’Asilo Nido LA GIOSTRA (oggi gestito da Astrolabio). Ma le stesse educatrici de LA GIOSTRA, dipendenti comunali, non avrebbero mai accettato di lasciare un contratto da dipendente pubblico per passare in carico ad una cooperativa sociale, e per questo sono state destinate ad altro servizio educativo pubblico. E se il costo di gestione di un asilo nido “esternalizzato” è più basso, la motivazione risiede soprattutto nel costo più alto del contratto di un dipendente pubblico rispetto ad un operatore di cooperativa sociale, non già nella più bassa qualità (tutt’altro!) del servizio offerto o nel minor numero di operatori messi a disposizione. Poi, appena qualche giorno fa, Astrolabio viene accusata, sempre dal PD, di aver licenziato le dipendenti degli asili nido di Via Aniene e Via Budapest lasciandoli “in dote” alla cooperativa subentrante.  Ciò è stato fatto in ragione della continuità didattica che il bando stesso chiede di garantire, ma – guarda caso – stavolta la difesa della continuità didattica viene meno e parte l’attacco alla cooperativa che licenzia.

Quanto alla questione del presunto monopolio nella gestione degli asili nido di Latina, poiché tre su sei sono attualmente gestiti dalla Cooperativa Astrolabio, ritengo tale accusa quanto meno risibile, poiché già sarebbe stato improprio parlare di monopolio se il bando per la gestione dei tre asili fosse stato unico, ma i bandi sono stati addirittura tre! E la cooperativa sociale Astrolabio era risultata assegnataria di uno solo dei tre e seconda negli altri due. Se poi alla Cooperativa Minerva, risultata prima in due casi, sono venute a mancare le condizioni per assumere alle stesse condizioni precedenti le operatrici dei due asili nido, e si trattava semplicemente della corretta applicazione del contratto collettivo previsto per il settore, il problema non è certo di chi è in grado di osservare i contratti. Ma se proprio si deve parlare di monopolio nella gestione di servizi, invito il consigliere De Marchis a verificare con attenzione se vi siano in città esempi, e non soltanto nel settore sociale, ben più macroscopici di quello citato e magari a porre lo stesso tipo di attenzioni su quegli esempi.

Legacoop comprende le legittime preoccupazioni dei consiglieri del PD di Latina per il fatto che con l’avvicendamento nella gestione poteva venir meno la continuità didattica, cosa che è avvenuta solo per La Giostra e non per cause imputabili a chi è subentrato, o che sarebbe stato corretto avvisare l’utenza di questa novità con il dovuto anticipo, e nella fattispecie i genitori dei piccoli utenti. Ma la polemica politica, in tal caso, deve rimanere tale e riguardare esclusivamente le parti politiche. Sarebbe però importante non far passare il concetto, perché questo è il rischio, che la scelta di affidare un servizio sociale ad una cooperativa sia una scelta “al ribasso”. Sono molte le cooperative sociali che da decenni operano sul territorio comunale e provinciale e che si distinguono per il livello qualitativo dei servizi offerti, per l’applicazione corretta del CCNL di settore, per la continuità del rapporto contrattuale con i propri soci lavoratori anche al di là dell’acquisizione o la perdita di un determinato servizio. Ovviamente ciò è possibile alle cooperative che operano su una più ampia gamma di servizi e su un territorio non limitato ad un solo comune. Per questo Astrolabio, per fare un primo esempio, riesce a sostenere la corretta applicazione dei contratti collettivi.

Legacoop intende difendere un modello di welfare che da circa vent’anni è il modello di riferimento per l’intera Unione Europea, quello che vede coinvolte le cooperative sociali. Scegliere di affidare un servizio sociale ad una cooperativa significa delegare in questo soggetti imprenditoriali che non hanno il fine del lucro, e che il nostro ordinamento giuridico individua come “ONLUS di diritto”, dotati di personale – soci lavoratori per lo più – di elevate capacità professionali, sempre pronti ad investire nella formazione e nel miglioramento delle proprie professionalità.

Il problema dell’Amministrazione Comunale, dunque, secondo Legacoop, non sta nell’affidare un servizio sociale ad una cooperativa o gestirlo direttamente, ma sta piuttosto nell’individuare con criteri di trasparenza e di oggettività il soggetto a cui affidare tale gestione. Invito pertanto gli amministratori comunali tutti a fissare criteri selettivi che consentano di gestire il servizio in modo adeguato e “senza sorprese”, piuttosto che decidere se esternalizzare o meno, poiché le recenti cronache provinciali hanno sollevato casi di cooperative e consorzi a cui sono stati assegnati servizi con “disinvoltura”, e che sono finiti per motivi diversi sotto inchiesta. Tutto ciò nuoce alla buona cooperazione sociale.

                                                                    Emiliano Scinicariello