ASSEMBLEA DI BARI – LUSETTI: “NON CI RASSEGNIAMO A UNA SOCIETÀ INGIUSTA E DISCRIMINATORIA”

Inserito il novembre 29, 2015 at 14:28

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Un anno di lavoro, di ostacoli superati, di prospettive che si sono aperte, di risultati ottenuti in 45 minuti di relazione. All’Assemblea dei delegati e delle delegate il 26 novembre il presidente Mario Lusetti ha svolto – dopo gli interventi del presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo, del sindaco di Bari e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – la sua relazione di cui riportiamo qui alcuni dei passaggi salienti.

Potevamo fermarci,
abbiamo accelerato

Siamo in una fase di cambiamento che impone di ripensare il ruolo della cooperazione nel Paese. Mafia capitale, lo scandalo del Mose, la vicenda di CPL potevano fermare questo percorso, provocando un ripiegamento difensivo. Non è stato così. abbiamo scelto una linea di tolleranza zero all’illegalità fatta di espulsioni, costituzioni in giudizio, azioni di responsabilità e rifiuto netto di ogni compromesso o doppia morale. Ma abbiamo anche spinto sull’acceleratore sulla prevenzione, con l’adozione del protocollo di legalità, la diffusione e applicazione della 231, le azioni interne per ridare spazio ai soci e contendibilità ai vertici.

Abbiamo avviato così una riscrittura delle regole di governance, lavorando su: il numero dei mandati, la partecipazione dei soci, il prestito soci , l’istituto della vigilanza. Sul prestito soci, in particolare, abbiamo licenziato in Direzione un nuovo regolamento, che si propone di dare maggiori garanzie ai prestatori, salvaguardando uno dei pochi strumenti presenti nel nostro Paese per dare liquidità e consentire sviluppo alle imprese. Non ci siamo fermati qui, ma su questo, come sul tema della vigilanza, abbiamo aperto un confronto con il Governo. Vogliamo che chi è chiamato a controllare abbia gli strumenti per farlo, fino in fondo, e che l’associazione sia sempre più stimolo per la qualità, per il miglioramento continuo delle imprese

Stop false cooperative,
il coraggio premiato dai risultati

Abbiamo reagito, non ci siamo nascosti. Abbiamo guardato in faccia gli errori per prevenire il loro ripetersi. E tutto questo ci ha dato anche la forza per parlare al Paese. Abbiamo lanciato pubblicamente la raccolta di firme per una proposta di legge popolare contro le false cooperative raccogliendo in sei mesi
100mila firme, il doppio di quelle necessarie;
l’adesione di sindaci, presidenti di Regione, deputati e senatori di tutti i partiti
l’appoggio di soggetti significativi della società civile, da Libera ai sindacati.

Ci siamo riusciti anche perché ci siamo presentati uniti, come Alleanza delle Cooperative Italiane. E dopo questo successo continuiamo ancora a lavorare per un mercato diverso, contro le gare al massimo ribasso, per un’adozione vera della normativa europea sugli appalti. Questa è la nostra funzione: stare sui mercati per costruirli cambiarli diventarne leader, e non subirli, non omologarci.

Le nostre proposte
per il futuro di tutti

Questo nuovo ruolo della cooperazione lo abbiamo giocato anche per la Legge di stabilità, sempre insieme, come Alleanza: non ci siamo limitati a chiedere modifiche alle decisioni che il Governo aveva assunto per tutelare i nostri interessi. Durante l’estate gruppi congiunti dell’Alleanza hanno lavorato per elaborare un pacchetto di proposte che alla ripresa di settembre abbiamo presentato al Governo. Della manovra che abbiamo oggi davanti diamo un giudizio complessivamente positivo, anche sulla manovra fiscale anche se avremmo voluto più coraggio per abbattere prioritariamente il costo del lavoro per le imprese.

Su alcuni punti siamo e resteremo inamovibili:
cosiddetta iva cooperative sociali (la risposta del Governo nel box, ndr),
abolizione della tassa per il licenziamento in cambio appalto,
trattamento fiscale del prestito sociale.
Non chiediamo privilegi, ma attenzione perché nella crisi abbiamo resistito di più, abbiamo conservato i posti di lavoro, non siamo scappati all’estero, ma tutto ciò ha usurato tante nostre cooperative.

Noi stiamo facendo la nostra parte, come sempre, comunque. Sul riposizionamento competitivo tutti i settori stiamo lavorando per metterci nelle condizioni di cogliere al meglio i primi timidi segnali di uscita dalla crisi. Dal consumo con ALLEANZA 3.0 all’agroalimentare con i progetti di filiera si cercano le dimensioni giuste per affrontare la competizione, così come per costruzioni e servizi, anche con le politiche consortili

Grazie anche ai nuovi fondi strutturali, vogliamo fare la nostra parte per un rilancio vero del Mezzogiorno, che valorizzi le tante competenze presenti, che ridia fiducia e speranza ai giovani, che li aiuti a scommettere su di sé e sul proprio territorio.

Il nostro ruolo
nell’economia che cambia

Nel lavorare a questo riassetto sappiamo di essere inseriti in un cambiamento di paradigma economico, che cambia il rapporto con i clienti, ridefinisce i bisogni e le attese, dunque le risposte da dare. Il secolo scorso è stato caratterizzato dal tema della proprietà, su cui si sono sviluppate ideologie contrapposte. Ora stiamo assistendo al passaggio da un’economia del possesso a un’economia dell’utilizzo, dello scambio, della condivisione, della partecipazione. Finisce un sistema, ne sta iniziando un altro

Sono questi alcuni dei tratti distintivi della Nuova Economia Collaborativa, che apre nuove opportunità per la cooperazione e che può trovare nella cooperazione un ambiente adatto per governare in modo efficace fenomeni nuovi. La cooperazione può essere uno strumento importante per le piattaforme collaborative e si è rivelata l’ambiente ideale per l’auto-organizzazione e la gestione dei beni comuni, basti pensare alle tante esperienze di cooperative di comunità

È anche qui che vogliamo far nascere nuova cooperazione ed è lungo questa strada che vogliamo promuovere l’evoluzione del grande patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità. Ci attende una sfida esaltante. Riprogettare la cooperazione per il nuovo secolo, per un’economia diversa. Una cooperazione capace di avere un ruolo trainante, innovativo.

Alleanza delle Cooperative,
andiamo a prendere il futuro

Per farlo abbiamo scelto di costruire l’Alleanza delle Cooperative Italiane. Non la sommatoria di tre passati ma la costruzione di un nuovo futuro comune. Una nuova associazione, unica e unitaria. Un soggetto capace di costruire la risposta alle sfide. Per non rassegnarci a una società ingiusta e discriminatoria che non valorizza i talenti e le competenze delle persone. Il momento è questo, e non ce ne sarà un altro.

Forza determinazione capacità e coraggio di misurarsi con una sfida di portata storica. Queste sono le qualità che dobbiamo mettere in campo per non essere condizionati dalle inevitabili e per certi versi comprensibili difficoltà che l’avvicinarsi della scadenza stanno facendo emergere. Non possiamo farci bloccare dalle piccole questioni di bottega, non possiamo pensare al nostro futuro con la testa rivolta al indietro. La nostra identità la definiamo decidendo cosa vogliamo essere domani e non ribadendo quello che siamo stati.

Dobbiamo avere oggi il coraggio che hanno avuto coloro che 170 anni fa hanno dato avvio a questa storia, che è la nostra storia. Rimanere ancorati alle nostre abitudini, ai nostri schemi mentali e fermare per questo il cambiamento vuol dire essere fedeli alle nostre paure, non alla nostra storia. È questo invece il momento, e non ce ne sarà un altro, per dimostrare che siamo capaci di far vivere nel presente i valori che abbiamo ricevuto e per i quali generazioni di cooperatori hanno lavorato e si sono sacrificati.

Su questi valori dobbiamo scommettere con coraggio per costruire un’alleanza capace di dare a questa storia la forza e gli strumenti per continuare anche dopo di noi e di scrivere le tante pagine bianche che ancora attendono la cooperazione.