C.R.E.AT(T)IVE, UN FUTURO IN ROSA PER LE LETTERATE DELLA STARTUP COOPERATIVA

Inserito il maggio 30, 2014 at 09:40

Categorie: In evidenza, Legacoop Frosinone
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“Abbiamo grandi sogni per la nostra cooperativa, sogni così grandi che possiamo innalzare al cubo essendo noi tre donne. Allo stesso tempo abbiamo voglia di fare e grande caparbietà femminile. Il nostro presidente è una donna, primus inter pares. Scommettiamo in un futuro “rosa”.” Così, Carla Fiorini, startupper cooperativa, racconta l’esperienza della neocostituita C.r.e.at(t)ive, aderente a Legacoop Frosinone.

 

 

 

 

 

Qual è la core-mission della cooperativa?

 

 

 

Intendiamo realizzare, gestire centri e/o laboratori culturali e sociali. Spazi aperti alla cultura, per conferenze, spettacoli, feste e corsi. Obiettivo: favorire l’aggregazione sociale e lo sviluppo culturale. Perché quando si parla di benessere si parla troppo spesso in termini economici. Ciò che invece interessa alla cooperativa è avere impatto di natura culturale grazie al quale avere una ricaduta in termini economici ed occupazionali. Importante, ora, creare rete e attuare sul territorio – centro di partenza delle attività di C.R.E.AT(T)IVE – dei progetti “trasversali”.

 

 

Nello specifico, quali sono le attività che svolge la cooperativa?
La cooperativa si occupa di progettazione (per esempio di bandi europei o regionali), di gestione e comunicazione per il settore culturale creativo e per il marketing territoriale. Si legano le attività di consulenza didattica, organizzazione di feste, conferenze e convegni, presentazione di libri

 

La cooperativa sociale C.R.E.AT(T)IVE nasce da un’idea comune di Elisa Celli, Carla e Rossana Fiorini. Tre personalità dai curricula ricchi di esperienze in campo umanistico che si integrano perfettamente nel proprio progetto. Elisa Celli, letterata, storica e insegnante; Carla Fiorini, geometra, storica dell’arte, esperta nell’ambito dei beni culturali, operatore museale e insegnante; Rossana Fiorini, letterata ed esperta di comunicazione editoriale e giornalistica, insegnante, comunicatore per sordi e per ciechi.
Una vera e propria sfida quella di costituire un’impresa cooperativa per delle professioniste esperte in materie umanistiche in un momento di crisi per il settore.

 

 

Sì, nell’epoca del virtuale e dell’astrazione saper sfruttare le proprie competenze professionali umanistiche nell’ambito lavorativo è diventata una vera scommessa. Oggi più che mai. Noi abbiamo deciso di accettare la scommessa. La sfida è quella di operare nella realtà della cultura cercando di avere impatto sociale. È così che si prende la decisione, ragionevole quanto immediata, di fare impresa. Soprattutto di fare impresa sociale. Partendo dal presupposto che ciò che serve al nostro Paese è una rivoluzione culturale da attuarsi a partire da associazioni e soggetti sociali, abbiamo abbracciato totalmente i principi cardini della cooperazione.

 

 

Che tipo di rapporto ha la cooperativa con il territorio in cui nasce?

 

La cooperativa nasce anche per amore del territorio che essa stessa vive. Occupandoci di cultura è ovvio incontrare l’identità culturale del territorio (per esempio la ricerca d’archivio per il progetto di teatro civile Racconta la Guerra, che parte proprio dal territorio ciociaro) e con la sua valorizzazione in ambito turistico (si veda valorizzazione patrimonio archeologico locale nell’ambito del progetto Bibliocampus). Allo stesso tempo la cooperativa ha ampie vedute e si propone di esportare le proprie competenze all’estero. Si è oggi cittadini del mondo.

 

 

Perchè fondare proprio una cooperativa e perchè aderire a Legacoop Lazio?

 

I principi fondamentali della cooperazione sociale ci hanno indotto ad entrare a far parte della LegaCoop Lazio. I vantaggi della cooperazione sono innanzitutto legati alle agevolazioni in campo fiscale vero e proprio (avendo la possibilità di ridistribuire il reddito ai soci partecipanti) nonché alle agevolazioni nella tassazione; in più una cooperativa sociale può operare in modo funzionale e idoneo a beneficio di quelli che sono i soci svantaggiati. Crediamo fermamente nella cooperazione e nella LegaCoop Lazio come ad una grande famiglia. Per fare impresa sociale la prima necessità da mettere in campo è infatti la collaborazione.