COOP ISKRA, FOLIAS E PUNGIGLIONE PROCLAMANO STATO DI AGITAZIONE: “LO STATO SOCIALE NON SI REGGE SOLO SULLE SPALLE DELLA COOPERAZIONE SOCIALE”

Inserito il novembre 17, 2014 at 12:08

Categorie: In evidenza, Legacoop Sociali
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CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PUBBLICA- SALA CONSILIARE COMUNE DI MONTEROTONDO (Roma)
Mercoledì 26 Novembre 2014
(dalle 9.30 alle 13.30)

 

(Comunicato stampa) – Le  Cooperative Sociali Iskra, Folias e Il Pungiglione comunicano la mobilitazione e lo stato di agitazione dei 200 lavoratori e lavoratrici impiegati nella gestione dei servizi sociali all’interno del Distretto RMG1 (Comuni di Fonte Nuova, Mentana e Monterotondo) e chiedono alle Amministrazioni Comunali, oltre alla regolarità delle erogazioni dovute per il lavoro svolto, l’apertura di un tavolo di confronto mirato a realizzare una programmazione a medio e lungo periodo con un chiaro indirizzo politico sui servizi sociali.

I nostri organismi gestiscono ogni giorno servizi importanti che interessano migliaia di cittadini: minori, anziani, persone con disabilità, persone con problematiche legate alle dipendenze, disoccupati di lunga durata, migranti. Senza dimenticare l’importante intervento di inserimento lavorativo attraverso cui garantiamo lavoro a persone con disabilità e/o inviate dai servizi sociali comunali per problemi socio-economici.

Si tratta di un sistema di servizi sociali in cui la sinergia congiunta tra una pubblica amministrazione attenta ed una cooperazione sociale vera ha prodotto in questo territorio, negli ultimi vent’anni, un modello innovativo di rete e dei servizi, apprezzato anche a livello nazionale ed europeo e sostanzialmente tra i migliori nella Regione Lazio.

E proprio perché crediamo fortemente nell’idea politica che sottintende a questo modello, cioè che una società ed uno stato sociale fondato sui diritti dei cittadini non si possa reggere su un sistema debole e di delega dei problemi, non possiamo esimerci dal non denunciare, proprio in questa occasione, lo stato di drammatica precarietà in cui versa il settore del privato sociale e che sta portando i nostri organismi ad una grossa crisi finanziaria, poiché non più in grado di onorare il diritto inalienabile dello stipendio ai lavoratori.

Oggi, infatti, per rispettare il patto di stabilità, le Amministrazioni Locali (nonostante sia la Regione Lazio che i Comuni abbiano programmato e mantenuto nei loro bilanci le risorse per il sociale) paradossalmente non riescono a prendere impegni con noi e con la cittadinanza, né per oggi né per il futuro.
Le nostre organizzazioni sono quasi al collasso finanziario, il diritto allo stipendio mensile è ormai lontano, le convenzioni prevedono proroghe minime, addirittura mensili, ed i contratti che vengono proposti dalle Amministrazioni alle Cooperative sono sempre più difficili da accettare, poiché prevedono condizioni peggiorative rispetto al passato.

Sono infatti ormai le stesse Cooperative a dovere anticipare la spesa per l’affitto e le utenze delle sedi e dei centri, per le borse lavoro ed i pasti degli utenti, per gli stipendi degli operatori, con conseguenti notevoli ritardi sui pagamenti al personale e soprattutto ulteriori spese per gli interessi passivi sulle anticipazioni bancarie, senza nessun rimborso da parte della Pubblica Amministrazione.

Uno Stato sociale fondato sui diritti dei cittadini non si può reggere sulle nostre spalle e sulla nostra capacità di tenere aperti i servizi sociali attraverso l’ottenimento di fidi bancari garantiti dai soci delle cooperative. Di fatto un tale sistema si fonda sulla nostra precarietà
e sulla mancanza di progettualità e di prospettiva.

Come può infatti uno Stato Sociale reggersi su un sistema di proroghe mensili di servizi che oramai hanno venti anni di vita? La contraddizione è evidente: può un servizio di sostegno sociale e lavorativo rivolto a persone con disabilità essere rinnovato ogni tre mesi?
E si può affidare un servizio sociale basandosi quasi esclusivamente sul ribasso dell’offerta economica, premiando cioè il progetto della Cooperativa che costa meno, magari a discapito della qualità del progetto e delle condizioni contrattuali degli operatori sociali?
La mancanza di una seria programmazione ci fa scoprire, solo a ridosso della scadenza dell’affidamento dei servizi, del fatto che gli stessi non possano essere prorogati e rifinanziati per calcoli puramente ragionieristici e di cassa, senza alcuna indicazione o priorità politica sulle scelte effettuate. Questo è il caso del Progetto Eurialo (servizio educativo rivolto ad adolescenti e giovani attivo da più di dieci anni sui tre Comuni del distretto) che dal 1 febbraio 2015 non avrà continuità poiché non piu’ incluso nei piani di zona e non coperto dai bilanci dei tre Comuni interessati.

Ci pare evidente che il dialogo sempre aperto con la Regione Lazio e con le Amministrazioni Comunali del distretto sia in crisi poiché non ha prodotto ad oggi gli effetti desiderati, sia in termini di programmazione che in termini di stabilizzazione e sviluppo del
settore.

Riteniamo necessario che la Regione ed i Sindaci (congiuntamente e senza rimpallo di responsabilità) si impegnino immediatamente a recepire le nostre istanze e a trovare soluzioni alle problematiche sollevate:

· Pagare puntualmente e stabilmente quanto dovuto per il nostro lavoro

· Definire le linee di indirizzo su una programmazione almeno triennale, con chiare indicazioni sulle proprie priorità politiche

· Impegnarsi a dare un’organizzazione efficace e competente all’Ufficio di Piano Distrettuale

· Impegnarsi a coprire con proprie risorse quei servizi non finanziati dai Piani di Zona

Sono stati invitati a partecipare all’Assemblea Pubblica il Presidente della Regione Lazio, l’Assessore Regionale ai Servizi Sociali, i Sindaci e gli Assessori alle Politiche Sociali di Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova, i Presidenti delle Commissioni Servizi Sociali della Regione e dei Comuni, le Centrali Cooperative, i Sindacati, il Privato Sociale e tutte le forze politiche del territorio.