ELETTO IL PRIMO CDA DI PREVIDENZA COOPERATIVA

Inserito il maggio 29, 2019 at 15:39

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Si è insediato il 13 maggio il primo Consiglio di Amministrazione di Previdenza Cooperativa, il Fondo unico di previdenza complementare per i lavoratori delle Cooperative italiane, nato l’1 luglio scorso dalla fusione tra i fondi pensione Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop. Il nuovo CdA, composto dai rappresentanti di Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl e Uil, sostituisce quello transitorio in carica dal luglio 2018. A guidare uno dei fondi chiusi più grandi e patrimonializzati del Paese, per il prossimo triennio, saranno Stefano Dall’Ara, nominato Presidente, e Fausto Moreno, Vicepresidente.
La Direzione Generale resta affidata a Federico Spiniello. Del Consiglio fanno inoltre parte inoltre Marco Amadori, Massimo Ascari, Luigi Battista, Michele Carpinetti, Salvatore Casabona, Giovanni Gazzo, Giuseppe Gori, Sandro Mantegazza, Gaetano Mancini, Marco Mingrone, Adonella Monari, Giuseppe Piscopo, Fabio Porcelli, Paolo Regini, Luca Ricotti, Roberto Savini.
Ringraziamo per la fiducia che ci hanno accordato il CdA, l’intero mondo cooperativo e sindacale, i consiglieri uscenti protagonisti della fase di fusione – hanno sottolineato il Presidente, Stefano Dall’Ara, e il Vicepresidente, Fausto Moreno – Con il nuovo mandato, il Consiglio di Amministrazione di Previdenza Cooperativa si impegna a consolidare gli assetti organizzativi del Fondo, anche alla luce delle novità normative di derivazione comunitaria, a favorire l’educazione previdenziale e ad ampliare la base associativa, per cogliere l’ampia domanda potenziale ancora non soddisfatta, garantendo ancora meglio la serenità e il futuro dei lavoratori delle cooperative italiane”.
Previdenza Cooperativa nasce per favorire lo sviluppo di migliori condizioni di tutela e redditività dei patrimoni degli aderenti, attivare economie di scala, efficienza e ottimizzazione dei costi, offrire agli iscritti servizi e prestazioni migliori. Nell’attuale contesto, il patrimonio di previdenza Cooperativa può determinare le condizioni per un investimento anche nell’economia reale. Nei primi sei mesi di attività, il nuovo Fondo ha già ottenuto risparmi significativi sulle spese di gestione, rispetto ai costi dei tre fondi preesistenti.
Nel 2018, rileva il Bilancio approvato dall’Assemblea dei delegati a metà aprile, i lavoratori delle Cooperative italiane aderenti a Previdenza Cooperativa sono stati 111.027, in linea con l’anno precedente, mentre il patrimonio si è attestato a 1,89 miliardi di euro, in leggera crescita.
I fondi pensione del movimento cooperativo confluiti in Previdenza Cooperativa – secondo il Bilancio 2018 – hanno garantito la valorizzazione delle risorse che gli sono state affidate, seppure in periodi di volatilità finanziaria, e lo hanno fatto mantenendo un profilo di rischio basso e ponendo a carico degli aderenti un costo minimo. Nei primi quattro mesi del 2019 il nuovo Fondo della cooperazione ha registrato l’adesione di 82 nuove Cooperative e di 1.027 lavoratori, riuscendo così ad offrire una tutela previdenziale ad un sempre maggior numero di persone.
Su un orizzonte temporale di 10 anni, coerente con quello previdenziale, tutti i comparti di investimento del Fondo hanno ottenuto rendimenti superiori al trattamento di fine rapporto: dal 2000, 100 euro sono diventati oggi 160 per chi li ha lasciati in azienda come TFR, e fino a 218 per i lavoratori che li hanno investiti nei fondi chiusi cooperativi. A ciò, gli iscritti hanno sommato il vantaggio fiscale derivante dalla partecipazione al Fondo e il contributo aggiuntivo del datore di lavoro, che rappresenta un significativo incremento del flusso contributivo.