IL REGALO DELLA COOPERAZIONE SOCIALE A ROMA CAPITALE: VERRA’ RIPULITA L’ISOLA TIBERINA

Inserito il marzo 25, 2014 at 17:39

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Roma, 25 marzo 2014 – Svelata la sorpresa che la cooperazione sociale ha voluto fare oggi a Roma Capitale. Le cooperative aderenti a Legacoop Sociali Lazio, Federsolidarietà Lazio di Confcooperative e Agci Solidarietà Lazio– facenti parte dell’Alleanza delle cooperative italiane – hanno consegnato oggi nelle mani del sindaco Ignazio Marino un regalo speciale per  la città.
Per due o tre giorni consecutivi, le centrali mobiliteranno una ventina di cooperative addette alla manutenzione del verde ed alla pulizia urbana per rimettere a nuovo l’Isola tiberina.

“Non è facile fare un regalo ad una città come Roma, con la sua storia importante- ha detto Eugenio De Crescenzo, presidente Associazione generale cooperative italiane Solidarietà Lazio-. L’Isola tiberina è l’ombelico della città. La chiamavano ‘la nave di pietra’. E’ un luogo ospitale, che si trova al centro del fiume che attraversa Roma. Per questo l’Alleanza delle cooperative italiane ha scelto questo luogo simbolico per offrire all’Amministrazione comunale e a tutti i cittadini un servizio totalmente gratuito di manutenzione e pulizia”.
I cooperatori dell’Alleanza lavoreranno, dandosi il turno, per ripulire gli argini dalle scritte dei writers, per eliminare sporcizia, fango, rifiuti e detriti.   “Roma può essere più pulita e solidale. La cooperazione sociale da anni svolge servizi di manutenzione urbana e nello stesso tempo offre lavoro a persone svantaggiate. Mentre pulisce la città, contribuisce a renderla più coesa. Mentre mantiene un parco, intercetta il disagio che all’interno di quello spazio si manifesta- ha detto Pino Bongiorno, presidente Legacoop Sociali Lazio-. Per questo vogliamo far conoscere meglio alla città la forza, il ruolo e il valore della cooperazione sociale”.
Le cooperative sociali di tipo B accolgono al loro interno per il 30% anche soggetti svantaggiati quali gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gex degenti di istituti psichiatrici, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa con difficoltà familiari.
“L’inserimento lavorativo di persone svantaggiate è un “bene comune” che arricchisce le comunità locali, aumenta la sicurezza e la coesione sociale, nonché la qualità della vita della comunità” ha aggiunto Ciro De Geronimo, presidente Federsolidarietà Lazio di Confcooperative.