IMPERATIVO: RISORSE PER LE INFRASTRUTTURE. INTERVISTA ALL’ASSESSORE MASINO

Inserito il maggio 23, 2014 at 08:43

Categorie: News, Produzione e Lavoro
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Un estratto dell’intervista realizzata da Fabio Cauli per Acer Costruttori Romani all’Assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, Paolo Masini.

 

Qual è oggi la situazione di Roma Capitale in termini di disponibilità effettive da destinare ad attività essenziali, quali la manutenzione stradale, scolastica e la riqualificazione del territorio?

 

La situazione dei conti di Roma è grave, lo sappiamo. Ma siamo determinati. Roma ripartirà, anche grazie al grande lavoro di rete che stiamo mettendo in campo con le diverse Istituzioni, Regione e Ministero delle Infrastrutture in primo luogo. Sul tema dell’edilizia scolastica, dal nostro insediamento abbiamo predisposto- tra Decreto del Fare, fondi per l’efficienza energetica e fondi regionali- oltre 140 progetti per la messa a norma, la manutenzione e l’efficienza energetica dei nostri edifici scolastici, proponendo la messa in campo di 54 milioni di euro. Di recente siamo riusciti a riattivare 110 milioni di euro per la ripartenza dei Programmi di Recupero Urbano, fondi inutilizzati per anni e che rischiavano di essere revocati. E poi c’è il tema della manutenzione delle strade.

 

 

Non ritiene sia il caso di avviare un serio programma di manutenzione straordinaria del manto stradale?

 

Abbiamo sottoposto l’esigenza che vengano messi in campo almeno 100 milioni di euro l’anno per le strade di Roma, perchè la nostra Capitale non può più permettersi l’inerzia su un tema che riguarda la sicurezza e la qualità della vita dei nostri citttadini è l’immagine che offriamo al moondo.

La scadenza del bando della manutenzione stradale e la necessità di un nuovo bando ci hanno offerto l’occasione per aprire le porte allo sviluppo e all’innovazione, avviando un importante tavolo con ACER e le altre associazioni di categoria, ma anche con le università e le eccellenze della ricerca. E poi c’è l’innovazione, anche nelle procedure e nelle forme di gestione del patrimonio stradale che consentono maggiori opportunità e maggiori responsabilità per chi opera sulle nostre strade.

 

 

Nei mesi passati Roma Capitale ha aggiudicato un numero significativo di appalti che ad oggi non risultano ancora consegnati e cantierizzati. Non ritiene che dare avvio a tali lavori sarebbe un rpimo segnale forte per gli operatori del settore?

 

Lo abbiamo detto forte e chiaro: il patto di stabilità mette un cappio allo sviluppo culturale, sociale, economico di Roma.

Pensiamo a quei 32 interventi di edilizia e manutenzione scolastica bloccati, interventi che garantirebbero innovazione, qualità e nuovi spazi per la formazione dei nostri ragazzi, e che sono ‘ibernati’ da vincoli europei, spesso per piccole somme di denaro. Oppure pensiamo alle recenti alluvioni nella zona di Prima POrta, a quell’intervento da 27 milioni di euro per i rischi idrogeologici il cui primo stralcio, 5 milioni di euro, prevede la realizzazione di un impianto di sollevamento volto proprio a prevenire gli allagamenti. Assieme agli amministratori delle altre grandi città italiane stiamo conducendo una battaglia senza appello per chiedere l’allentamento del patto di stabilità sui temi della manutenzione stradale, dell’edilizia  e manutenzione scolastica e dissesto idrogeologio.

 

 

A quali progetti sta lavorando il suo Assessorato per i prossimi mesi?

 

I lavori in corso sono molti, a partire dall’abbattimento e riqualificazione della tangenziale est, con il termine cantieri previsto per il 2016 e proseguendo con lo sblocco di importanti lavori sulle principali strade, come l’allargamento della Tiburtina, di via Boccea, la Prenestina Bis.

Siamo concentrati, infine, sul Cipe e sulla partita dei fondi europei, per chiedere che vengano finanziate opere strategiche, come il ponte dei congressi e l’unificazione della via del Mare con l’Ostiense.

Stiamo impostando poi la gara del Calore, affinche, attraverso una innovativa sinergia pubblico-privato, si possano liberare per realizzare le infrastrutture che la nostra Capitale merita. E serve un cambio di paradigma culturale per ripensare il ruolo dell’amministrazione pubblica.

E’ una sfida che lanciamo innanzitutto a noi stessi, e che siamo convinti che le imprese edili raccoglieranno.