Lavoro, socialità, uguaglianza, gli obiettivi della cooperazione

Inserito il febbraio 20, 2013 at 21:09

Categorie: In evidenza, Produzione e Lavoro

Il “mondo” cooperativo  ha subito risposto con gli  interventi di Stefanini, presidente di Unipol,   Aldo Soldi, direttore di  Coopfond, Stefano Venditti, presidente di Legaccop Lazio , di LorenzoTagliavanti vicepresidente della Camera di Commercio di Roma e di Giuliano Poletti, presidente di Legacoop nazionale. Il presidente di Unipol  ha svolto una analisi puntuale di quanto avvenuto prima della crisi,nei 15 anni di espansione  secondo i canoni delle politiche neoliberiste che hanno portato alla crisi attuale. “Sulle politiche per il lavoro- ha detto- hanno<prevalso quelle relativo al consumo, accompagnate dalla crescita dell’antipolitica, della sfiducia dei cittadini, nei confronti delle forze politiche, delle istituzioni.

Stefanini.Una crisi strategica, di modello

Ognuno per sé e è stata una vera e propria esplosione delle diseguaglianze”. Si tratta di una crisi strategica- ha proseguito- di modello, non funziona più il<meccanismo  anche da punto di vista del capitalismo. E cresce intanto la cooperazione, che copre servizi,< produzione, dà un segno culturale, afferma valori altri, il fare insieme, la solidarietà,un’idea di futuro , lo sviluppo sostenibile, pone un’ìdea nuova, quella della cooperazione come comunità. E’ il lavoro  la grande questione dell’oggi .V parta affrontato. Partendo dalla organizzazione della domanda da parte dei cittadini. Da qui l’innovazione sociale, la sfida del welfare, la  rete,<il eb, <lo sviluppo sostenibile. Insomma la produttività del sistema”. Da qui anche il ruolo e l’esperienza di   Unipol.

Soldi. La finanza assume un aspetto nmutualistico

Aldo Soldi entra nel<merito di un settore di intervento molto “ delicato”, quale quello finanziario.  Coop ond- dice il direttore generale delFondo- si<muove nel solco dei valori del movimento cooperativo. Le imprese devolvono il3% del fatturato. La finanza assume un aspetto mutualistico. Si può fare finanza in maniera cooperativa. Il sostegno che diamo al Master risponde a una esigenza sempre più avvertita dalle imprese di poter contare sulla formazione. Si rinnovano energie, c’è il ricambio di dirigenti, entrano giovani,portando nuove professionalità. <

Tagliavanti- L’ inerzia di fronte alla crisi  fa paura

Lorenzo Tagliavanti, , richiama la “inerzia “ di cui ha parlato< l<direttore del Cer. “ Mette paura- ha detto- il solo<pensare che stiamo ermi per una ventina di anni mentre gli altri crescono.. Davvero non è un bel vedere per quella che era la nona potenzia industriale del mondo”. Poi ha delineato  la “caduta” di Roma dove fino al 2007 l’economia tirava, ora la disoccupazione aumentata, dal 2008 ad oggi la cassa integrazione è cresciuta del 1008%. Occorre una politica di contrasto alla crisi. La politica da sola non ce la fà non c’è una ricetta in tal senso. Si deve muovere la società organizzata, le imprese,  le grandi,le piccole e medie ,l’artigianato le forze sociali. Un ruolo determinante è quello della cooperazione cui si richiama Stefano Venditti delineando un quadro di sviluppo che, pur nelle difficoltà della crisi, indica un percorso, un segnale di marcia. Parla di un’opera “ potentissima” di rinnovamento delle imprese.

Venditti. Nel Lazio   cooperazione in buona salute

Associate a Legaccop Lazio sono 850 imprese più  una cinquantina che hanno “ residenza “ in altre regioni ma operano con continuità nel a Roma e nelle altre città laziali. La produzione lorda vendibile assomma a oltre 4 miliardi di euro,  gli addetti al lavoro sono circa trentamila, i soci, con particolare riferimento al consumo oltre 450.000. In due anni si sono associate novanta cooperative. Un contributo molto importante , anche in settori innovativi,in quelli della cultura, dello spettacolo, dei patrimonio artistico, dell’informazione. Spetta a Poletti pèrima della consegna dei diplomi di giovani che hanno seguito il master tirare le fila di una “ lezione di economia sociale e solidale”   L’inizio non ì all’insegna dell’ottimismo: “ Non siamo ancora arrivati  al fondo del barile: Quando si ha una inversione di ciclo  i  numeri della crisi sono sempre i peggiori”. Ma la cooperazione, proprio in situazioni come questa ha davanti a sé grandi compiti,di cui- afferma- forse<non abbiamo ancora la piena consapevolezza.

Poletti Con l’Alleanza per far nascere il pensiero cooperativo

Poletti guarda al passato, ad una cooperazione che ha fatto cose importanti ma si muoveva all’interno di pensieri di altri,  socialista,  cattolico,  repubblicano-mazziniano,liberale. Ognuno aveva bandierine da piantare.” Nasce una nuova realtà, si chiama Alleanza nazionale delle cooperative, di cui fanno parte Legacoop, Confcoperative. Agci. Presidente attuale è proprio Poletti. L’Alleanza punta a costruire un “pensiero cooperativo”. Un obiettivo che ha già messo gambe. “L’appartenenza a un campo è storia finita”- dice- che ha ritardato ad usare il nostro potenziale per intero. Ora dobbiamo cambiare di abito.” Ed anche Poletti che parla di “ una grande alleanza per fare cose in grado ma che serve anche a fare cose piccole” parla di un orizzonte di senso” , si riferisce al lavoro, ai problemi concreti delle persone. Il futuro non dipende da un punto in più<o in meno di Imu o di Irap, ma dal modo in qui questo “ orizzonte di senso” diventa patrimonio non solo della cooperazione.  Non porta lontano  L’idea che lo Stato preleva e il mercato< produce ricchezza. “ Sarei contenti conclude si si operasse per garantire mica tanto, un minimo di socialità, un minimo di uguaglianza”.

(Gli articoli sulla manifestazione  sono di di Alessandro Cardulli)