LAVORO, WELFARE E STOP A FALSE COOP: LUIGI DI MAIO PARLA DA “MINISTRO DELLA COOPERAZIONE”

Inserito il luglio 24, 2018 at 16:25

Categorie: Alleanza, In evidenza

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Welfare, comunità e lavoro. E ancora legalità, ambiente e stop alle false cooperative. Il primo incontro del ministro dell’Economia e del Lavoro Luigi Di Maio con la cooperazione italiana è un impegno per un percorso comune partendo dalle buone pratiche delle cooperative. All’assemblea nazionale dell’Alleanza delle cooperative il ministro cita la tesi di laurea di Sandro Pertini sulla cooperazione “per il superamento della lotta di classe” e l’obiettivo di unire imprenditori e lavoratori “in un interesse comune”. Le centrali cooperative rappresentano il 90% delle cooperative italiane con 1 milione e 150mila occupati (58% sono donne), 12 milioni di soci e un fatturato di 150 miliardi pari all’8% del Pil.
Ma è sul tema della legalità che arriva l’impegno concreto di Di Maio che riafferma il valore storico ed economico delle cooperative da difendere contro gli speculatori. Di Maio distingue “lo spirito cooperativo” e “il ruolo delle associazioni “dai furbi”. Nel suo intervento iniziale il presidente dell’Alleanza Maurizio Gardini chiede un intervento contro l’illegalità imprenditoriale: “nessuno più di noi ha interesse a stanare e sconfiggere le false cooperative che sfruttano 100.000 lavoratori, umiliano la dignità delle persone, eludono il fisco per oltre 750 milioni di euro e rischiano di “far morire di legalità” oltre 4.000 cooperative della logistica e del welfare che operano correttamente sul mercato. Il nostro modo di fare rappresentanza ci porta a offrire soluzioni. Lo abbiamo fatto con una proposta di legge di iniziativa popolare, ma 18 mesi di iter parlamentare non sono riusciti a trasformare il ddl in legge. Siamo gli unici a chiedere misure severe sull’illegalità nel fare impresa, invece dovrebbe interessare anche altri dal momento che sono 3,3 milioni i lavoratori sfruttati in Italia. Ci troviamo non solo di fronte a false coop, ma anche a false imprese».
Se è importante il ruolo di controllo delle associazioni arriva anche la promessa del governo: “Sarà rafforzata la vigilanza sulle false cooperative – replica Di Maio – i vantaggi riservati alla cooperazione saranno inceve preservati per la vera cooperazione. Non ci nascondiamo che nel settore del credito, quello sociale e non solo, sono pochi i casi di falsa cooperazione ma altisonanti e clamorosi. Molti nascono negli studi dei commercialisti per aggirare la fiscalità di impresa. Faremo una lotta senza quartiere contro le false cooperative. L’obiettivo è promuovere una legge contro le false cooperative iniziando dalla calendarizzazione della legge di iniziativa popolare”.
Anche sul versante del welfare il vicepremier che ricorda i numeri del settore sociale con i 355mila lavoratori occupati e servizi erogati a 7 milioni di italiani: “il vostro lavoro incide sulla qualità della vita di milioni di italiani, proponendo sistemi innovativi che il governo vuole mettere in campo per anziani e disabili: siamo disponibili a percorrere con voi una strada per migliorare i servizi offerti”.
Il riferimento è alla crisi dei servizi e ai dati sull’invecchiamento demografico della popolazione. Sulle questioni economiche continua: “puntiamo sul fondo mutualistico e di garanzia ma abbiamo messo al centro il 4.0 e sulla rivoluzione digitale. Ci sono tanti temi che richiamano i nuovi strumenti digitali a partire dalla trasparenza delle piattaforme digitali e la cooperazione può giocare un ruolo in questi ambiti. Ho iniziato dal settore dei rider che rischiano di non avere diritti e garanzie”.
Infine Di Maio insiste “sulla diversità” dell’impresa cooperativa e sul suo ruolo radicato al “territorio” in risposta allo scontro con Confidustria contrario al capitolo “delocalizzazioni” all’interno del Decreto Dignità: “presto vorrò visitare le esperienze delle cooperative di comunità”. Questa è la risposta al presidente Gardini: “accogliamo con favore le norme che premiano chi investe in Italia e non delocalizza. Le cooperative sono legate al territorio dove creano reddito e occupazione, gettito fiscale e previdenziale. Basti pensare che con i workers buyout, le cooperative tra gli ex dipendenti che rilevano le aziende in default, rigenerano occupazione con un investimento di 13.000 euro per ciascun lavoratore. Aspetto ancora più importante, per 1 euro investito, ne tornano 7 in termini di gettito fiscale e previdenziale”
Davanti alla platea che rappresenta il 90% della cooperazione italiana Di Maio assume l’impegno di essere non solo ministro dell’economia e del lavoro ma anche della cooperazione.