LE TERRE PUBBLICHE NON SI VENDONO: VITTORIA DEL BUON SENSO

Inserito il luglio 4, 2014 at 13:00

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RESTA FUORI L’ART 20 DELLA PROPOSTA DI LEGGE N. 147

 

Roma, 4 luglio – Il Consiglio regionale del Lazio vara il collegato alla proposta di legge n.147 ma resta fuori l’art. 20, che prevedeva la vendita del patrimonio agricolo regionale.
Merito della Commissione e dei consiglieri che hanno ritenuto opportuno accogliere le proposte provenienti dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore agricolo che avevano giudicato il provvedimento inefficace dal punto di vista delle esigenze di bilancio e sbagliato dal punto di vista strategico.
Con i sistemi previsti di sconto e calcolo delle migliorie si rischiava di regalare per sempre un grande patrimonio che deve essere invece utilizzato ai fini del rilancio dell’occupazione e delle attività imprenditoriali.

E’ ora prioritario che- entro sei mesi- la Regione Lazio proceda al censimento di tutte le terre pubbliche e all’aggiornamento dei contratti di affitto, imponendo il recupero delle somme non versate dagli affittuari in tutti questi anni.

Riteniamo necessario affidare all’Agenzia regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione agricola del Lazio- che ha già esperienza e strumenti in materia- il compito di definire progetti e proposte per l’affidamento delle grandi aziende pubbliche a giovani e a cooperative-  a partire da Castel di Guido- un grandissimo patrimonio che stiamo depauperando. Come del resto già fatto da altre Regioni.

Ora non bisogna fermarsi: è necessario che entro la fine dell’anno si dia vita a progetti e bandi.
Il valore degli affitti potrà consentire sia interventi sul bilancio della Regione sia il sostegno a progetti volti a sostenere le start up giovanili in agricoltura.

Siamo disponibili ad aiutare la Regione nell’individuazione delle terre non utilizzabili dal punto di vista produttivo, a partire dalla vendita del patrimonio immobiliare- anche quello legato ai sistemi e alle istituzioni agricole.

La cooperazione e le associazioni imprenditoriali – come già sta accadendo in Toscana- stanno lavorando alla costituzione della Banca della terra: uno strumento che avrà come obiettivo l’acquisizione e il riutilizzo di tutto il patrimonio agricolo non utilizzato – facendo leva sul Piano di Sviluppo rurale che mette al centro dei provvedimenti l’impresa, l’innovazione, il lavoro e il ricambio generazionale.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
AGRINSIEME LAZIO

FLAI CGIL LAZIO

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