LEGACOOP: La Direzione nazionale su contribuzione associativa e riforma del mercato del lavoro

Inserito il aprile 10, 2012 at 08:37

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Roma, 6 aprile 2012 - La Direzione Nazionale di Legacoop ha approvato la delibera sulla contribuzione associativa che contiene le modifiche presentate nel corso della seduta, anche sulla scorta della discussione svoltasi nel corso della precedente riunione della Direzione Nazionale, in data 8 marzo. Prende così concretamente avvio l’anagrafe contributiva nazionale che riporterà i dati relativi a tutte le cooperative aderenti e consentirà la realizzazione di un sistema contributivo equo, trasparente e condiviso.

Il testo approvato dalla Direzione Nazionale indica le modalità per il versamento dei contributi associativi da parte delle cooperative aderenti, definendo le nuove modalità di riscossione e di riparto degli stessi. Con questa delibera, la Direzione Nazionale ha anche inteso rispondere alle esigenze di monitoraggio degli effetti dei nuovi meccanismi proposti, attraverso una necessaria fase di sperimentazione nella loro concreta applicazione. In questa attività, un ruolo importante spetta alla Commissione per la contribuzione associativa che proporrà alla Presidenza Nazionale le eventuali azioni da intraprendere in corso d’opera.

 

La riforma del Mercato del Lavoro; aggiornamento e discussione tra Governo e Parti Sociali Relazione di Carlo Marignani, responsabile ufficio relazioni industriali Legacoop nazionale

La riforma si propone di rendere il mercato del lavoro italiano efficiente e in grado di contribuire significativamente alla crescita del Paese, in particolar modo attraverso l’incremento di tassi di produttività attualmente deludenti se paragonati a quelli dei competitor, realizzando con tale percorso anche un mercato del lavoro più equo, tutelato, dinamico e inclusivo in termini di occupati, capace di offrire occupazione di qualità; tutto ciò ripristinando al contempo la coerenza tra flessibilità del lavoro e tutele sociali.

Va innanzitutto evidenziato che le caratteristiche del dialogo sociale svolto sono state sostanzialmente quelle di una “consultazione avanzata” piuttosto che di una “concertazione”. Questo non ha influito poco sia sulla dinamica del confronto che sullo stesso esito finale.

La trattativa tra Governo e Parti Sociali ha peraltro rilevato un approccio conservativo da parte di quest’ultime, la cui attenzione è stata sovente focalizzata sull’equilibrio degli oneri con la tendenza a risolvere eventuali empasse invocando, anche in momenti difficili come gli attuali, l’intervento di risorse pubbliche.

Il governo ha impostato la trattativa per raggiungere questi obiettivi, indicando quattro versanti di intervento.

Il primo riguarda la flessibilità in ingresso, con la dichiarata finalità di promuovere la stabilizzazione e contrastare gli abusi, obiettivi che abbiamo chiaramente condiviso come cooperazione. La strada proposta è stata un mix di rivisitazione di alcune tipologie contrattuali, molte delle quali progressivamente introdotte negli ultimi quindici anni, e di maggior costo di quelle flessibili, con possibilità, per il contratto a tempo determinato, di recuperare almeno parzialmente questi oneri al momento della stabilizzazione del contratto a tempo indeterminato.

Abbiamo auspicato che la riduzione delle tipologie contrattuali fosse più incisiva, ma in conclusione i risultati possono essere considerati positivi, essendo state fortemente ridimensionate alcune tipologie di contratto, come ad esempio il lavoro accessorio, il contratto a chiamata, l’associazione in partecipazione, che possono essere strumento di concorrenza sleale verso le nostre cooperative. Per quanto concerne il contratto a tempo parziale ed il ricorso a collaborazioni professionali con titolarità di partita IVA, vede alcune difficoltà burocratiche al fine di incentivare l’impiego virtuoso dell’istituto; per le collaborazioni professionali con partita IVA e il lavoro a progetto sono previsti disincentivi normativi e contributivi al fine di evitare utilizzi impropri in sostituzione di contratti di lavoro subordinati. Il normale ricorso all’istituto del part-time misto e verticale potrebbe essere reso, però, fortemente ed ingiustificatamente complicato da procedure burocratiche; questo, in particolar modo, per quanto riguarda il settore dei servizi o per finalità di conciliazione dei tempi di vita.

L’efficacia effettiva delle nuove disposizioni dipenderà, tuttavia, dal sistema dei controlli e questo è un ambito nel quale tanto ancora vi è da ottimizzare.

La flessibilità in uscita, argomento sul quale inevitabilmente tanto si è discusso in questi giorni, vede la conferma delle attuali tutele, mediante l’istituto della reintegrazione, in caso di licenziamento discriminatorio. Per le casistiche dei licenziamenti per motivi economici o disciplinari appariva percorribile il modello tedesco. Quanto alla fine il Governo ha previsto per quelli economici non corrisponde a tale modello. Sono senz’altro auspicabili, quindi, miglioramenti durante l’iter di trasformazione in legge delle soluzioni finora individuate.

Per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali, l’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) sostituirà gli attuali istituti delle indennità di disoccupazione e di mobilità. L’Alleanza delle Cooperative ha agito in maniera energica affinché non ci fosse un aggravio di oneri per le imprese; il risultato è stato raggiunto in collaborazione con Rete Imprese Italia e, dunque, le attuali aliquote sono state confermate. Da risolvere compiutamente è il caso di quei settori attualmente sprovvisti di tutela contro la disoccupazione e di relativa aliquota.

Per quanto concerne la cassa integrazione straordinaria rimane l’attuale normativa con l’unica novità della soppressione della causale della procedura concorsuale per cessazione di attività.

Vi sarà un nuovo ammortizzatore con finalità simili ad entrambe le tipologie di cassa integrazione per le imprese con più di 15 dipendenti sprovviste di cassa integrazione straordinaria; a tal fine saranno costituiti fondi di solidarietà presso l’INPS sulla base di una cornice normativa nazionale e per effetto di accordi attuativi settoriali o intersettoriali. Ci attende un serio confronto su quest’ultima significativa innovazione anche relativamente alla scelta degli assetti applicativi (settoriali, intersettoriali, cooperativi ecc. ).

Sulle politiche attive e i servizi per l’impiego finora non è stato prodotto un quadro particolarmente compiuto; tutt’altro, molto c’è ancora da fare e il previsto appuntamento del prossimo giugno per un accordo in materia tra Stato e Regioni assume un’indubbia importanza ai fini di un giudizio globale sulla qualità della riforma di questo importantissimo servizio per l’occupazione. Un aspetto interessante è comunque l’ipotizzata costituzione di una sede unica per l’accesso alle politiche passive ed attive.

Si è più volte sottolineata l’esigenza che nella trattativa non venisse coinvolta la legge 142: allo stato tale legge non è stata mai oggetto del tavolo Governo-Parti Sociali né viene interessata dalla relazione al progetto di riforma approvata dal Consiglio dei Ministri.

Approvata tale relazione il Governo sta predisponendo il disegno di legge da presentare in Parlamento. L’iter legislativo e, con ogni probabilità, anche l’iter di predisposizione delle normative secondarie di una riforma di tale portata richiederà senza dubbio la massima attenzione ed efficacia di presidio da parte di Legacoop e dell’Alleanza delle Cooperative.

 

L’intervento di Giuliano Poletti, Presidente Legacoop

L’Alleanza delle Cooperative Italiane ha garantito una presenza costante al tavolo di confronto col Governo ed ha mantenuto uno stretto rapporto di interlocuzione con le altre parti sociali, grazie anche all’efficace coordinamento che si è realizzato in sede di Presidenza ACI. In particolare, va sottolineato il forte impegno assicurato dalla Presidenza Nazionale di Legacoop e dalla Commissione Nazionale Relazioni Industriali che ha supportato il confronto con indicazioni e proposte.

Va accolta con soddisfazione la forte convergenza che si è registrata tra le organizzazioni rappresentate nell’ACI sui temi di fondo del dibattito, a partire dalle novità in tema di politiche attive del lavoro, anche se su alcuni aspetti sembrano opportuni ulteriori aggiustamenti. In particolar modo, sarà necessario un approfondimento sull’istituto del part-time, affinché continui ad essere strumento di conciliazione per tempi di vita e lavoro e per favorire l’occupazione ed una reale prospettiva di crescita per le imprese.

In attesa di conoscere i testi normativi che saranno discussi in Parlamento, in sede Legacoop e nell’Alleanza delle cooperative italiane si continuerà a seguire l’evoluzione del provvedimento ed a discutere nel merito sulla riforma del mercato del lavoro. In particolare, Legacoop riserverà un’attenzione specifica al tema dell’art. 18, per evitare che possa essere oggetto di strumentalizzazioni e di forzature.

 

Alleanza delle Cooperative Italiane; assegnate le deleghe ai componenti della Presidenza

L’Esecutivo dell’Alleanza delle Cooperative Italiane ha formalmente deliberato l’assegnazione delle deleghe ai componenti della Presidenza dell’ACI così ripartite: Giuliano Poletti, presidente Legacoop, politiche economiche e cultura cooperativa; Giorgio Bertinelli, vicepresidente Legacoop, politiche e relazioni internazionali; Carlo Mitra, vicepresidente Confcooperative, politiche del  lavoro e relazioni industriali; Rosario Altieri, presidente Agci politiche fiscali; Carlo Scarzanella, Vicepresidente AGCI, politiche di convergenza per la costituzione della federazione ACI.

Paolo Signorini, nuovo componente della Direzione nazionale

Il nuovo presidente Conad del Tirreno, Paolo Signorini è ufficialmente entrato a far parte della Direzione nazionale, in sostituzione del dimissionario Silvano Ferrini.

fonte: Legacoop