LEGACOOP: Organizzatori e comunicatori insieme per costruire un nuovo patto associativo

Inserito il novembre 28, 2011 at 09:47

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Roma, 24 novembre 2011 – Sessantacinque organizzatori e quaranta comunicatori. Più di cento persone che si trovano per individuare nuove modalità per lavorare insieme e realizzare così, compiutamente e con maggior efficacia, quanto previsto dal Documento di mandato del 38° Congresso. È stato questo il senso del seminario nazionale “Valori, identità, rappresentanza, servizi: Legacoop verso un nuovo patto associativo” che si è svolto a Roma in sede il 22 e 23 novembre. Un appuntamento dal quale si è usciti non con condivisibili ma astratte buone intenzioni, quanto con 22 schede di lavoro e 3 progetti di collaborazione che dovranno essere realizzati durante il prossimo anno nei territori.

“Sono stati – spiega il direttore di Legacoop Nazionale Giancarlo Ferrari – due giorni di lavoro intenso e molto utile. Nel percorso che abbiamo avviato lavoreranno insieme comunicatori e organizzatori, strutture nazionali e strutture sia territoriali sia settoriali. È la modalità giusta per costruire davvero un nuovo patto associativo, un’organizzazione capace di dare risposta alle imprese aderenti e di comunicare all’esterno la propria identità e il proprio progetto. I prossimi mesi, quelli in cui tutto ciò dovrà iniziare a realizzarsi nei territori, saranno decisivi”.

Il seminario si è aperto, martedì 22, con una mattinata intensa di relazioni che hanno contribuito a tracciare il quadro all’interno del quale operare. All’introduzione del presidente Poletti, sono seguite le relazioni di Pier Luigi Celli, direttore della Luiss, su “Crisi, trasformazioni socio-economiche, prospettive: come cambia il Paese” e di Enzo Risso di SWG su “Il caso Legacoop: dallo spiazzamento a una strategia di riposizionamento”. Dopo una brevissima pausa altri due focus: Mauro Salvato, docente di Analisi delle politiche pubbliche all’Università di Padova, su “L’evoluzione dei sistema di rappresentanza e legittimazione nella democrazia contemporanea” e Giuliano Nicolini, esperto di management e organizzazione, su “La rappresentanza delle associazioni di categoria: nuovi paradigmi e linee di tendenza”.

La mattinata si è conclusa con la presentazione di un’indagine di SWG sul marketing associativo. Una fotografia molto articolata che ha permesso di approfondire il rapporto con l’associazione e la sua capacità di rispondere ai bisogni delle imprese (voto medio: 7,2, con una punta del 7,5 al sud), conoscenza e utilizzo delle strutture e dei servizi (tra le cooperative nate negli ultimi 5 anni il 34% ha utilizzato qualche servizio Legacoop), le priorità per il futuro e il giudizio sull’Alleanza delle Cooperative Italiane (un fatto sicuramente positivo per il 64%, più positivo che negativo per il 28%).

Dopo la pausa pranzo, i lavori sono ripresi nel pomeriggio con due workshop che si sono protratti dalle 14.30 alle 18. Nel primo – “Legacoop, un’organizzazione per il futuro” – gli organizzatori hanno approfondito le azioni da mettere in campo su quattro aree tematiche: i servizi associativi identitari, la Carta dei servizi, la costruzione delle reti e del marketing associativo, la governante. “Nel secondo – spiega Massimo Tognoni, responsabile comunicazione Legacoop Nazionale – i comunicatori hanno lavorato insieme sul quadro complessivo della comunicazione in cui si trovano ad operare, i nuovi media e le opportunità e le sfide che portano con sé e un primo pacchetto di proposte concrete per avviare un cambiamento. Un confronto concreto e molto utile, anche perché ha consentito di allacciare o rafforzare collaborazioni utili per il futuro”.

Nella mattinata di mercoledì i lavori sono proseguiti nelle due sessioni parallele per enucleare dalla discussione del giorno precedente proposte concrete da portare nei territori e su cui lavorare durante il prossimo anno. Proposte che sono poi state portate nella sessione plenaria conclusiva per essere condivise. In tutto 22 schede che articolano azioni e progetti per costruire i Piani di lavoro sul territorio e realizzare il “nuovo patto associativo” richiesto dal Congresso. Ma, anche e soprattutto, 3 ambiti specifici nei quali sperimentare una nuova modalità di lavoro che veda organizzatori e comunicatori lavorare insieme: la costruzione del nuovo portale associativo, la progettazione del marketing associativo, la sperimentazione del lavoro per gruppi di progetto.

Per tradurre in pratica tutto ciò i partecipanti potranno contare, durante i prossimi mesi, su nuovi supporti e su un percorso insieme flessibile e ben delineato. Legacoop nazionale mette a disposizione dei territori, infatti, un comitato scientifico che sosterrà la realizzazione di iniziative analoghe al seminario nazionale nelle 11 macro aree in cui è stato suddiviso il Paese, per calare gli obiettivi nelle diverse realtà concrete, e sarà disponibile per azioni di supporto e indirizzamento. Obiettivo è, infatti, costruire a partire dalle schede elaborate insieme a Roma dei Piani di lavoro annuali che le realizzino nelle diverse realtà locali.

fonte: Legacoop