RAPPORTO ACI/EURICSE: COOPERATIVE IN CRESCITA NONOSTANTE LA CRISI

Inserito il gennaio 23, 2014 at 13:52

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Roma, 23 gen. (TMNews) – Le imprese cooperative italiane, negli anni della crisi, “sono cresciute a tassi superiori” sia rispetto alle imprese di altro tipo sia alle istituzioni pubbliche. Questo il primo dato che emerge dal rapporto di ricerca “La cooperazione italiana negli anni della crisi”, presentato a Roma dal centro di
ricerca Euricse e dall’ Alleanza delle Cooperative Italiane. Giunto quest’ anno alla seconda edizione, il documento restituisce un’ approfondita fotografia del contributo diretto delle cooperative italiane al Pil e all’ occupazione, oltre che del loro impatto complessivo sull’ economia nazionale tra il 2008 e il 2011.
Le cooperative, unitamente ai loro consorzi, hanno generato a fine 2011 un valore aggregato della produzione superiore ai 120 miliardi e hanno investito oltre 114 milioni di euro (escluse le cooperative che operano nel settore del credito e delle assicurazioni e  le società di capitali controllate da cooperative). A fine 2011 le cooperative occupavano una cifra compresa tra 1.200.000 e 1.300.000 addetti. Se si considerano tutte le posizioni lavorative attivate nel corso d’ anno, compresi quindi i lavoratori stagionali, il numero sale a 1.750.000. Gran parte degli occupati (il 67% delle 1.750.000 posizioni lavorative registrate nel 2011, comprensive quindi anche degli stagionali) risulta inoltre assunto a tempo indeterminato, mentre le forme di lavoro più atipiche – in particolare quelle del lavoro a progetto- risultano marginali e in tendenziale contrazione.

“L’ importanza delle cooperative per l’ intera economia italiana potrebbe andare oltre le cifre”, ha spiegato Carlo Borzaga, docente dell’ Università di Trento e presidente di Euricse, “con il perdurare della crisi diventa sempre più evidente che una conoscenza approfondita dei meccanismi che hanno permesso alle
cooperative di crescere e mantenere posti di lavoro non può più essere considerata di esclusivo interesse degli studiosi e delle organizzazioni di rappresentanza del movimento cooperativo, ma assume una valenza più generale e giustifica un rinnovato impegno di ricerca.  Per individuare le strategie in grado di rimettere
l’ Italia su un sentiero di crescita della produzione e dell’ occupazione, è necessario valutare attentamente il contributo che può venire da ogni settore”
Dal Rapporto Euricse “emerge con chiarezza che le cooperative rappresentano una parte importante dell’ economia del Paese”, ha sottolineato il presidente
dell’ Alleanza delle Cooperative Italiane, Giuliano Poletti. “La loro capacità di sviluppare la produzione, realizzare investimenti e tutelare il lavoro anche negli anni della crisi, con dinamiche migliori rispetto al resto delle imprese, dimostra la validità di un modello nato per dare risposte ai bisogni delle persone; di un’ impresa che non cerca il profitto immediato, ma che valorizza la partecipazione responsabile dei soci per contribuire alla crescita di tutta la comunità”.
Per questo “crediamo che la cooperativa sia uno strumento utile per favorire un nuovo protagonismo sociale, una partecipazione attiva dei cittadini che contribuisca alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo, più equo ed inclusivo”, ha aggiunto.
In evidenza anche una maggiore capacità di tenuta delle imprese cooperative nei momenti di difficoltà “per l’ intero sistema produttivo”, ha precisato il presidente dell’ Agci (Associazione generale cooperative italiane) e copresidente dell’ Alleanza, Rosario Altieri. “Infatti, i dati che ci vengono presentati
raccontano una crescita, seppur contenuta, del valore della produzione assicurato dal sistema cooperativo e da tutte le attività ad esso connesse, almeno fino al 2011. Dal 2012, il protrarsi della crisi ha provocato, anche nelle realtà cooperative, una leggera flessione che, comunque, risulta essere molto meno marcata rispetto a quella fatta registrare dalle altre forme d’ impresa. Si può affermare, quindi, che ancora una volta la Cooperazione ha dimostrato quella sua funzione anticiclica che ha contribuito a reggere le sorti  della nostra economia nelle fasi più critiche”.
“L’ impresa cooperativa anche negli anni di crisi ha dato prova di tenuta sociale ed economica sui territori dai quali non ha delocalizzato, ma ha continuato, seppur tra enormi difficoltà, a sviluppare occupazione”, ha concluso Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative e copresidente dell’ Alleanza.
Mlp