ROMA, IL BUON LAVORO DEI ‘CASSONETTI GIALLI’

Inserito il marzo 5, 2014 at 11:14

Categorie: In evidenza, Legacoop Sociali
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“Grazie alla raccolta differenziata, sottratte migliaia di tonnellate di materiale a quell’enorme mole di rifiuti indistinti che sarebbe finito tra i cassonetti”

 

 

Ex detenuti, soggetti con problemi psichici e fisici, hanno realizzato il miracolo: dai cassonetti gialli della raccolta degli indumenti usati nasce una filiera del riciclo di vestiti, mobili, computer e grassi vetetali. Nell’ex studio del commercialista della banda della Magliana nasce una libreria dell’usato. Caos decoro urbano? Una risposta dalle cooperative sociali di tipo B.

 

“Quando siamo arrivati qui, abbiamo trovato rubinetteria in oro massiccio nei bagni. Il pavimento è tutto in argento in quello che era l’ufficio del cassiere della banda della Magliana.Oggi, lo abbiamo trasformato in una biblio-libreria dell’usato. Questa struttura era il ‘quartier generale’ dei malavitosi. Abbiamo dovuto installare telecamere che presidino attentamente la Città dei Mestieri”.

E’ il racconto di Eugenia Urbinati, presidente della cooperativa New Horizons,  che ieri sera ha ricevuto la visita dell’assessore alle Politiche sociali, Rita Cutini, in occasione della “Settimana del Buon lavoro”- dedicata alle cooperative di tipo B che favoriscono l’ inserimento lavorativo delle persone con disabilità fisica o psichica, ex detenuti o ex tossicodipendenti.
Costituita nel 1987 da un gruppo di detenuti in regime di semilibertà e da soggetti appartenenti a categorie sociali svantaggiate, oggi, la cooperativa New Horizons ha sede in una struttura di 7.000 mq, sottratta dalla Magistratura a esponenti della malavita romana.

E’ proprio qui, nel ‘covo’ della banda della Magliana, che i cooperatori hanno dato vita ad un “Emporio del riciclo solidale”. Nella “Città dei Mestieri” – spazio di informazione per chi intende scegliere e realizzare percorsi formativi, lavorativi e professionali- si scopre cosa si cela dietro i cassonetti gialli della raccolta degli indumenti usati, presenti in tutta Roma. New Horizons raccoglie abiti usati, oggettistica, giocattoli e mobili, ma anche libri usati destinati  ad accrescere le risorse di una biblio-libreria presente in quello che era lo studio privato del cassiere della banda della Magliana.
Da poco è nato un progetto volto a riassemblare componenti informatici per riassemblare computer a basso costo da destinare a progetti etici ed educativi. I cooperatori, inoltre, hanno da poco attivato anche una raccolta degli oli vegetali e dei grassi commestibili.
Una piccola ‘fabbrica’ solidale volta a dare lavoro e opportunità a diciotto soggetti che, a causa del loro disagio psichico o fisico, hanno avuto difficoltà a trovare lavoro.
“Io penso ad affidare a ciascuno di loro il compito che più potrà valorizzarlo- racconta la Urbinati-. Se è un soggetto che ha un problema mentale ed ha difficoltà a concentrarsi per più di un’ora su un lavoro, allora lo colloco nella libreria, se è un soggetto che ha doti creative, allora gli affido un altro compito”. “Molti lavorano nei Centri diurni e fanno lavoretti creativi per impegnare la mente e superare il loro disagio psichico- spiega-. Il lavoro li rende sempre più capaci di superare la disabilità. Speriamo di farcela e di non perdere la possibilità di fare qualcosa di buono per queste persone”.

La New Horizons è un esempio di quella che può essere la nuova economia. La cooperativa lavora nel campo dalla raccolta degli indumenti. Stiamo parlando dei cassonetti gialli ormai presenti diffusamente a Roma attorno ai quali è stata organizzata una vera e propria filiera industriale che arriva fino al riuso o sotto forma di pezzame o di abiti rammodernati- racconta il Presidente Legacoop Lazio, Pino Bongiorno-. Si sono sottratte così migliaia di tonnellate di materiale a quell’enorme mole di rifiuti indistinti che sarebbe finito tra i cassonetti, alleggerendo così l’attività dell’Ama.
Sulle macerie di un sistema economico che ha prodotto guasti inenarrabili, è giusto dare valore a questa attività, perché genera un’economia positiva.

“Attraverso il riuso, da un indumento senza ormai più nessun valore economico, si è prodotto qualcosa che è tornato sul mercato acquistando valore- spiega-. Dal nulla si è prodotta ricchezza oltre ad aver creato occupazione, portato in trasparenza attività che spesso navigano nell’economia sommersa e nell’illegalità, realizzato integrazione lavorativa. Quanto vale economicamente tutto ciò?”.

Legacoop Sociali Lazio propone di realizzare un progetto di partenariato tra pubblico e privato sociale, nel quale le tre centrali cooperative possano portare anche le risorse dei propri fondi mutualistici e creare un enorme mercato del riuso che vada dagli abiti, ai giocattoli, ai computer, ai telefonini, ai mobili.