SCUOLA, TAGLI ALLE PULIZIE, OBSI LAZIO: “SALVAGUARDARE IMPRESE E POSTI DI LAVORO”

Inserito il febbraio 21, 2014 at 10:38

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“La situazione di incertezza sul futuro degli appalti dei servizi di pulizia nelle scuole – che mette a rischio 11mila posti di lavoro e la sopravvivenza di molte imprese – desta preoccupazione anche nel Lazio”.

 

Lo ha detto Andrea Laguardia, presidente della Legacoop Servizi Lazio e della neo costituita Organizzazione bilaterale dei servizi integrati della Regione, cui partecipano le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Trasporti e le associazioni datoriali Legacoop Lazio, Confcooperative, Agci, Fise e Confapi.

 

“Nei prossimi giorni, l’OBSI solleciterà un incontro con i rappresentanti della Regione e del Comune al fine di illustrare loro le possibili ricadute occupazionali sul nostro territorio” ha detto il presidente.

I tagli lineari previsti dal ministero dell’Istruzione sulla pulizia delle scuole peseranno maggiormente sulle Regioni del Centro-Sud e riguardano 4.000 edifici scolastici in tutta Italia. Prevista una riduzione del personale di circa 11mila unità e una tassa di circa 15 milioni di euro che graverà sulle imprese del settore.
“Chiederemo alle istituzioni locali di diventare parte attiva insieme a noi nell’opera di confronto con il ministero. E’ indispensabile ora salvaguardare imprese e posti di lavoro” ha dichiarato Andrea Laguardia.

 

L’ultima Legge di Stabilità ha ridotto drasticamente (-48%) gli importi destinati alla pulizia nelle scuole per il 2014, passando da 545 mln a 284 mln di euro. La spesa per i servizi di pulizia passa così dall’1% allo 0,5% dell’intero bilancio del ministero dell’Istruzione.

Alla riduzione delle risorse va aggiunta una loro ripartizione, territoriale e per scuola, basata su criteri determinati dal Miur che molto spesso non corrispondono alle reali esigenze del singolo plesso: in alcuni casi potrebbero esserci carenze e in altri risorse in eccedenza.

 

La stessa Legge di Stabilità aveva determinato una proroga “tampone” di due mesi (fino al 28 febbraio), nel corso dei quali un tavolo tecnico guidato dai Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dello Sviluppo Economico con Enti Locali, Imprese e Sindacati avrebbe dovuto “individuare soluzioni normative o amministrative ai problemi occupazionali connessi alla gestione dei servizi di pulizia”. Gli incontri però non hanno dato esito positivo.

A rendere la situazione ancora più drammatica per il settore c’è la “tassa sul licenziamento” ASPI (prevista dalla Legge Fornero) che le imprese dovranno corrispondere agli addetti che perderanno il lavoro per il taglio della spesa determinata dal governo: circa 1.500 euro per ogni lavoratore.

 

Ad oggi le persone che svolgono il servizio di igiene ambientale e ausiliariato in circa 4.000 scuole italiane sono oltre 24.000. Di queste, circa 11.500 sono ex lavoratori socialmente utili (soprattutto al Sud), mentre i restanti, presenti su tutto il territorio nazionale, fanno parte dei cosiddetti “appalti storici”.