SLOW FILM FEST, TRA AMBIENTE E CAMBIAMENTI CLIMATICI

Inserito il ottobre 1, 2019 at 09:47

Categorie: Legacoop Lazio Nord, News

Lo Slow Film Fest, organizzato dall’Associazione Culturale Muovileidee con il contributo della Regione Lazio e il sostegno della Fondazione Cinema per Roma e del CNA Roma e Lazio, con i Patrocini dei Comuni di Antrodoco, Acquapendente, Tolfa e di Legacoop Lazio, ha chiuso i battenti dopo le tappe di Roma, Antrodoco, Tolfa e Acquapendente.
La prima kermesse interamente dedicata ad una visione cinematografica “slow”, giunta alla sua quinta edizione, ha intrattenuto il pubblico laziale con un ricco programma, attento ai nuovi linguaggi e alla produzione cinematografica indipendente.
Il festival, diretto da Maria Luisa Celani con la collaborazione alla programmazione di Florencia Santucho e Ilaria Iovine, continua ad essere un festival itinerante ed esperienziale, “slow” come il concetto alla base dell’iniziativa.
Un evento che punta all’aggregazione e al confronto, non ad una semplice visione passiva, ad un rallentamento che è alla base del ritrovarsi e dell’incontro. Al centro della manifestazione, le immagini (proiezioni di documentari e cortometraggi sia docu sia di animazione) e i temi, ma anche passeggiate tra storia e cultura, escursioni, degustazioni, incontri e matinée con le scuole.
Quanto ai temi, la kermesse quest’anno ha abbracciato anche il tema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici. Tra i titoli principali, spicca infatti la proiezione del pluripremiato documentario “Youth Unstoppable”, realizzato dalla giovanissima regista esordiente Slater Jewell-Kemker che, all’età di soli 15 anni, ha iniziato a partecipare ai summit ambientali con la sua macchina fotografica per realizzare un documentario capace di raccontare un movimento giovanile mondiale in gran parte sconosciuto e incompreso.
È invece dedicato alla ricchezza del mare il documentario “Anche i pesci piangono”, di Francesco Cabras e Alberto Moniari. Un ritratto avvincente su come sia ancora possibile tutelare gli ambienti marini e le risorse umane dipendenti da esso. È un documentario di speranza anche “Unfracruted”, presentato in anteprima nazionale nel corso del festival. La canadese Chanda Chevannes ritrae la lotta appassionata della biologa Sandra Steingraber, leader del movimento popolare più importante di New York degli ultimi anni.
La finestra sul mondo di questa edizione si apre sul Canada, il sud America e il Bangladesh, a cui è dedicato il documentario di Irene Felici “Overseas”. In Bangladesh l’assenza è la mancanza della possibilità di poter parlare con parenti o amici che sono lontani ma, per fortuna, questo appartiene al passato: ci sono delle ragazze (soprannominate Info Ladies) che portano Internet con sé e lo distribuiscono in ogni villaggio.
La donna è stata ancora al centro dell’iniziativa, con una sezione interamente dedicata all’universo femminile. E protagonista è stata anche l’animazione, filo rosso all’interno della sezione dedicata ai cortometraggi. Dall’argentino “Ailin en la Luna” di Claudia Ruiz al colombiano “Naranja”, dal film collettivo “En Boca de Luca” al francese “Guaxuma” di Nara Normade, solo per citarne alcuni. Molti sguardi femminile che utilizzano l’animazione per soffermarsi sui temi dell’amicizia, della parità di genere, della solitudine e dell’intolleranza.
Questi alcuni titoli dell’iniziativa che, come da tradizione, si è sviluppata attraverso le sezioni DOCUMENTA, dedicata ai film documentario indipendenti di provenienza italiana ed internazionale, WUMAN VISIONS, dedicata a quei documentari che affrontano l’importante tematica della parità di genere, e SMART, una vetrina sul “nuovo”, in cui si dà spazio ai giovani autori e alle nuove forme di sperimentazione cinematografica e audiovisiva.
Slow Film Fest, come ogni anno, è stato interamente a partecipazione gratuita, grazie al contributo della Regione Lazio, al sostegno della Fondazione Cinema per Roma, City Fest, Cna Roma, Legacoop Lazio, i Patrocini Comune di Tolfa, Comune di Acquapendente, Comune di Antrodoco e di Città Slow, oltre alle tante preziose collaborazioni a partire da quella con l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma.