TAVOLA ROTONDA LEGACOOPSERVIZI: “GLI APPALTI PUBBLICI DI SERVIZI: PROBLEMI E PROSPETTIVE. Codice e regolamento appalti, ritardi di pagamento, costo del lavoro, mercato”

Inserito il ottobre 6, 2011 at 09:16

Categorie: Legacoop Servizi, News

L’iniziativa organizzata da Legacoop Servizi il 20 settembre 2011, inquadrandosi nel Programma di lavoro di cui l’associazione si è dotata in seguito all’Assemblea Congressuale del 2010, havoluto affrontare il tema cruciale degli appalti pubblici di servizi utilizzando come prospettiva di analisi il “Più Mercato”, ossia affrontare la tematica dal punto di vista della domanda.

La tavola rotonda è stata un’occasione per rimarcare la necessità di un nuovo approccio culturale al  mercato degli appalti di servizi che ne valorizzi le potenzialità di sviluppo e per discutere su come i recenti eventi normativi conducano invece in parte nella direzione opposta. Il settore dei servizi, già in forte rallentamento a causadella crisi e fortemente penalizzato dai fenomeni dell’illegalità e del lavoro nero che lo caratterizzano, deve fare i conti anche con una normativa degli appalti che, al di là di qualche segnale positivo, pone molti problemi sia di impostazione generale sia di attuazione pratica.

L’apertura dei lavori è stata riservata a Ferdinando Palanti, Presidente di Legacoop Servizi, che nel dare il benvenuto e ringraziare gli ospiti in sala, ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento alla luce dell’attuale quadro normativo penalizzante per il settore.

Il Presidente ha ricordato nella sua presentazione l’importante ruolo che le cooperative di servizi possono avere per il rilancio dell’economia del Paese, soprattutto in questo momento di grave crisi, specificando però la necessità di norme dedicate per gli appalti di servizi, mirate a creare un mercato che premi le imprese serie e corrette, ed a sostenerne lo sviluppo. Il Presidente di Legacoop Servizi ha continuato il suo intervento inquadrando il contesto in cui è stata organizzata questa iniziativa, “nata – come afferma Palanti – anche sulla scorta delle novità non del tutto rassicuranti contenute nel nuovo regolamento attuativo del codice degli appalti, come il famigerato art. 286, delle più recenti modifiche dell’art. 81 che pongono molti problemi di attuazione e della nascita delle Stazioni Uniche Appaltanti”.

Palanti ricorda inoltre, tra i provvedimenti che toccano il mercato dei servizi, l’art.8 della recente manovra finanziaria, e pone inoltre all’attenzione un aspetto più generale di carattere culturale: la sottovalutazione del settore dei servizi.

Il Presidente di Legacoop Servizi conclude con una nota sulla recente manovra finanziaria, affermando che gli effetti recessivi che provocherà si rifletteranno non solo sui volumi d’affari delle cooperative e delle imprese di servizi, ma anche sui livelli occupazionali, ricordando, a questo proposito, come le cooperative aderenti a Legacoop Servizi hanno finora rappresentato una risposta dignitosa ad una offerta di lavoro composta per buona parte dalle fasce più deboli della popolazione e da immigrati, ragion per cui restano incomprensibili le scelte fatte dal Governo di penalizzare fiscalmente un modello di impresa responsabile socialmente e che meglio di altre ha dimostrato di saper reagire alla crisi.

L’INTERVENTO DI FABRIZIO BOLZONI, RESPONSABILE SETTORE SERVIZI INTEGRATI ED ECOLOGIA DI LEGACOOP SERVIZI

Il responsabile del settore Servizi Integrati ed Ecologia, Fabrizio Bolzoni, ha presentato con una relazione le tematiche di maggior rilievo per l’associazione, partendo da una fondamentale considerazione, ricordata anche dal Presidente di Legacoop Servizi nella sua introduzione: la mancanza di consapevolezza, anche a livello istituzione, dell’incidenza negli appalti pubblici del settore servizi, nonostante quest’ultimo, come sottolineato da Bolzoni, è al primo posto nel mercato degli appalti, con una percentuale del 37%, seguito da affidamenti di lavori (35%) e dalle forniture di beni (27%). In riferimento a questa sottovalutazione del settore, Legacoop Servizi pone con forza il tema della necessità di avere un “luogo”, una struttura o un dipartimento, nel quale il mondo degli appalti di servizi possa trovare un riferimento organico.

Allo scopo di delineare l’attuale quadro normativo di riferimento, Bolzoni elenca una serie di provvedimenti che, fra il 2010 e il 2011, hanno interessato anche le imprese che operano negli appalti pubblici di servizi.

In riferimento al Regolamento di attuazione del Codice dei contratti, Bolzoni ricorda l’art. 286, inerente gli appalti dei servizi di pulizia, che ha rivoluzionato il sistema precedente di assegnazione dei punteggi nelle gare basate sull’offerta economicamente più vantaggiosa, avvantaggiando di fatto chi produce sconti maggiori, anche con scarti minimi, pure a fronte di progettualità e di qualità proposte nettamente superiori. Bolzoni ricorda il costante impegno di Legacoop Servizi per ottenere una modifica che purtroppo non è stata ancora disposta, informando inoltre sul recente ricorso presentato al TAR delLaziodi cui si attende l’esito, e sull’avviso comune presentato presso il Ministero del lavoro in sede di rinnovo del ccnl pulizie e multiservizi, per chiedere al Governo di intervenire sulla questione.

Con riferimento al tema dei ritardi di pagamento, sul quale Legacoop Servizi si è spesa con particolare forza negli ultimi tre anni, Bolzoni evidenzia come non si intravedono segnali di un’inversione di tendenza in questa prassi particolarmente penalizzante per un settore come quello dei servizi con elevata componente di costo del lavoro. Di fronte a questa situazione Bolzoni porta all’attenzione una Direttiva del Parlamento Europeo sui pagamenti che sembra invece andare nella direzione opposta, e che, dovendo essere recepita dal Parlamento italiano entro il marzo 2013, rappresenta anche un’occasione importante per verificare la volontà politica di risolvere il problema.

Bolzoni menziona inoltre il tema del costo del lavoro, ricordando le recenti evoluzioni apportate nel cosiddetto Decreto Sviluppo, con la modifica all’art. 87 del Codice dei contratti, nonché all’art. 81 “Criteri per la scelta dell’offerta migliore”, sul quale Legacoop Servizi ha espresso il proprio apprezzamento per la presenza dell’intento di considerare la manodopera come qualcosa da tutelare, così come lo è la sicurezza, evidenziando tuttavia la necessità di modifiche che ne consentano la pratica applicabilità.

Tra le novità interessanti, il responsabile di Legacoop Servizi ricorda infine il Dpcm pubblicato nella gazzetta ufficiale lo scorso 29 agosto che disciplinala Stazione UnicaAppaltante (SUA): queste stazioni appaltanti, pur su base volontaria, potranno vedere più enti unirsi e delegare ad una struttura competente le procedure di gara, un provvedimento che potrà svolgere da stimolo per competizioni più trasparenti e qualificate, oltre a rappresentare uno strumento per maggiori economie di scala.

 

GLI INTERVENTI ALLA TAVOLA ROTONDA

 

Tra gli ospiti invitati alla tavola rotonda, l’onorevole Osvaldo Napoli, Parlamentare del Pdl, non ha potuto contribuire con la propria presenza all’iniziativa a causa di sopravvenuti impegni di natura personale.

 

Giuliani Poletti, Presidente Legacoop nazionale

“Gli effetti della Manovra produrranno impatti presumibili e non del tutto quantificabili. Il mercato calerà e l’errore è nell’impianto fondamentale della razionalizzazione dei costi, legato ad un eccesso di tagli che non fa i conti con la necessità di processi di investimento e di ristrutturazione. La storia del mondo cooperativo insegna che se si desidera spendere meno in futuro è necessario fare degli investimenti oggi. Il lavoro di Legacoop prosegue nel costruire gli strumenti finanziari per essere al fianco delle cooperative affinché possano investire ed i servizi costare meno nel tempo, attraverso società di factoring, accordi con le banche, che ammortizzano la ricaduta degli impatti. La competizione non è tra piccole e grandi imprese, ma nella capacità di avere le dimensioni congrue per gestire le relazioni; assistiamo, infatti, alla deflagrazione delle partite iva, che diventano lavoro dipendente sotto mentite spoglie. Inoltre il ritardi di pagamento producono una condizione di imbarbarimento e mettono la stazione appaltante nella complicata condizione di non essere in grado di garantire la qualità del servizio.  È necessario puntare alla logica della trasparenza e cercare di non abbassare le soglie della qualità del servizio. C’è bisogno di una stabilizzazione normativa per definire le modalità per lavorare nei nuovi contesti, e attenzione alla legalità e al costo del lavoro. Gli Osservatori ed il Ministero del Lavoro, hanno prodotto sinergie positive. La battaglia alle cooperative spurie è l’obiettivo numero uno per l’Alleanza delle Cooperative Italiane, poiché danneggiano la reputazione del sistema cooperativo, ed insisteremo affinché siano salvaguardate le condizioni di tutela. In futuro speriamo di discutere, nel merito e nel rispetto di tutti i soggetti rappresentanti, su accordi che, nel rispetto degli equilibri del bilancio pubblico, consentano di rilanciare lo sviluppo”.


Brenno Peterlini, Presidente Consiglio di gestione CNS

“È evidente che la situazione non è rosea. L’articolo 286 crea il problema delle interpretazioni sul massimo ribasso. Il settore dei servizi è considerato un costo e come tale, per ridurre la spesa, si operano tagli. Molti servizi richiedono investimenti significativi all’inizio dell’acquisizione dell’appalto per l’implementazione dei mezzi utili allo svolgimento del lavoro. Questo determina una esposizione finanziaria per l’impresa che subisce i ritardi di pagamento e le banche non accettano contratti pro soluto. Inoltre, in molti casi, trattandosi di servizi pubblici non è possibile sospenderne l’erogazione. Anche aziende strutturate non sono in grado di restare in equilibrio in questo contesto. È necessario costruire basi solide e logiche di sviluppo per non operare in ordine sparso. Il tavolo congiunto del Taiis è un luogo dove continuare il confronto in maniera positiva”.

 

Anna Fiorenza, Direttore Intercenter Emilia Romagna

“Le Centrali di committenza regionali, nate come punto di snodo tra le esigenze del mondo delle pubbliche amministrazioni e quello delle imprese, ed inoltre per regolamentare e rendere trasparenti i rapporti tra fornitori, sono parziali e non esistenti in tutti i territori. L’elemento della razionalizzazione delle professioni e del risparmio non si è sviluppato. L’attuale codice degli appalti ha accorpato il comparto dei beni e servizi con quello delle costruzioni dando luogo a problemi nella presentazione dei progetti. Il dettato dell’articolo 81 finisce per impedire le gare e per determinare un taglio indiretto alla spesa pubblica, perché non si è in grado di creare un capitolato tecnico che segua i dettami legislativi. L’attività della Stazione Unica Appaltante ha come finalità la funzione sociale e bisogna poter lavorare in tal senso”.

 

Prof. Michele Tiraboschi, Direttore Centro Studi Marco Biagi, Adapt

“Desidero leggere in una ottica costruttiva le decisioni assunte dal legislatore. Il disorientamento normativo denunciato è subito allo stesso modo dal legislatore che opera nel tentativo di seguire le diverse esigenze e non sempre è nelle condizioni di poter offrire una regola unica. Vorrei porre all’attenzione alcuni spunti di riflessione sull’apertura dell’articolo 8. il fine che si intende perseguire è un sistema di competizione corretta che tuteli il costo del lavoro nell’ottica dell’intero impianto delle relazioni industriali, considerando i diversi modelli organizzativi. Costruire il costo del lavoro, seguendo il perimetro complessivo del diritto del lavoro, senza seguire standard, ma potendo effettuare deroghe atte a valutare l’effettivo costo del lavoro secondo il modello organizzativo, e attuare nuove tecniche di gestione contrattuale concordate con i soggetti sindacali più rappresentativi. La leva è quella dell’innovazione e del cambiamento, basato sul sistema premiale nel rispetto della legalità dei contratti collettivi e della flessibilità”.

 

Paolo Baretta, Parlamentare PD

“Si prevede una manovra correttiva, la revisione della legge di stabilità, la presentazione del Piano nazionale delle riforme. Il rischio è che non si faccia in tempo. Il Governo ha proceduto con lo strumento del Decreto legge ed è assente l’interlocuzione strutturata; questo genera frammentarietà degli interventi. Sottolineo inoltre il peso squilibrato delle rappresentanze che intervengono per proporre correzioni ai provvedimenti. Bisognerebbe trovare luoghi per il confronto reciproco, poter lavorare in anticipo costruendo una agenda comune per un percorso di ascolto. Bisogna cominciare dal patto di stabilità che non consente lo sviluppo dei comuni più virtuosi, e affrontare la questione dell’applicazione della direttiva dell’Unione Europea sui ritardi di pagamento per una sua gestione graduale. Sviluppare pezzi di manovra orientati verso la crescita. Sull’articolo 81, il quadro del ragionamento dell’emendamento presentato, tiene conto della nuova possibilità per i sindaci di bandire, per l’affidamento di lavori, appalti senza gara di evidenza pubblica per commesse sino ad 1 milione di euro contro i precedenti 500mila: questo genera eccesso di libertà per i comuni e mancanza di controllo”.

 

Conclusioni Palanti, Presidente Legacoop Servizi

“È necessario mettere dei fari sugli aspetti specifici che hanno complicato il panorama. Poter valutare da diversi punti di vista la legislazione attraverso il confronto, e dar forza alla rappresentanza per richiamare il legislatore a porre attenzione alle specifiche esigenze del  settore. Creare quindi una cultura economica dei servizi per uno suo sviluppo positivo e per la crescita delle imprese virtuose”.