TURISMO SOCIALE, VACANZE SENZA BARRIERE A SAN FELICE CIRCEO

Inserito il luglio 17, 2014 at 14:30

Categorie: In evidenza, Legacoop Sociali
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Un villaggio vacanze totalmente privo di barriere architettoniche in una delle località più incantevoli del litorale laziale- San Felice Circeo- vicino il parco della Riviera di Ulisse. E’ l’Hotel Villaggio della Mercede – gestito da Nova Pariter- una cooperativa aderente a Legacoop Lazio.

 

 

 

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NO ALLE BARRIERE                           Immerso in un grande giardino circondato da roseti e dotato di campo da calcio regolamentare, l’Hotel villaggio della Mercede offre ai suoi visitatori la possibilità di usufruire di una spiaggia privata sul Mar Tirreno, nelle cui acque basse possono immergersi facilmente anche i disabili.
Lunghe pedane, inoltre, facilitano l’accesso fino alla spiaggia. Non solo mare, però, al Villaggio della Mercede: anche divertimento e sport. “Qui vicino c’è l’unica scuola di vela che offre corsi per persone in carrozzella- racconta Anna Fiordalice, presidente della cooperativa Nova Pariter-. Abbiamo pensato anche allo svago nei giorni di pioggia: i ragazzi possono giocare a biliardino ed a ping pong o dedicarsi ad attività alternative al coperto”.  Inoltre, spiega, le barriere architettoniche sono azzerate: “la struttura nasce su un territorio pianeggiante;  gli alloggi sono raggiungibili con ascensore. Le stanze hanno tutte porte ampie e su ogni piano c’è una stanza provvista di un bagno attrezzato molto ampio. E ricorda: “A giugno e luglio abbiamo ospitato 100 ragazzi con problemi gravi e la stessa cosa è prevista per agosto. Alcuni centri diurni portano il loro personale; altri ci chiedono di fornire noi animatori, Oss, etc… E noi assumiamo a progetto i professionisti che occorrono”. Due sale ristorante, 130 posti letto, 3 sale conferenze, 1 campo da calcio, una spiaggia distante solo 700 metri: il villaggio

 

 

 

 

 

HOTEL, OSTELLO E CASA DI RIPOSO         “Abbiamo dato vita ad un ostello giovanile e speriamo entro l’anno di aprire anche una casa di riposo” dice .

“L’ albergo aiuta a sostenere le spese necessarie per la casa di riposo  e viceversa, l’ostello ad ospitare ragazzi disposti ad offrire un servizio di animazione per la casa di riposo. Da sole le due attività non ce la farebbero a sussistere-spiega-. Ostello della gioventù, casa di riposo e hotel, qui, potranno convivere come realtà separate; ciascuna delle quali con una entrata e un giardino a sé-un’altra cucina, una sala ricreativa con televisore- per garantire il massimo della privacy e della tranquillità”. Il turismo religioso, poi, consente alla cooperativa di lavorare anche in inverno, grazie alla presenza di tre sale convegno molto spaziose e alla piccola chiesa dedicata alla Madonna della Mercede.

 

LA NASCITA DELLA COOP    “La nostra cooperativa è nata per gemmazione da un’altra per differenziare le attività. Prima partecipavamo solo agli appalti pubblici con il Comune di Terracina- ma era diventato soffocante. Abbiamo iniziato a pensare di poter creare altre attività per sviluppare le nostre potenzialità economiche. E’ così che è nata la cooperativa-  a lungo, però,  rimasta inattiva. Il Comune di Terracina ci ha travolti e così, noi, siamo finiti in cassa integrazione”.  Un’esperienza che però ha presto avuto una svolta.

 

 

 

 

 

UNA STRUTTURA CON GRANDI POTENZIALITA’      “Due anni fa, siamo arrivate qui.  La struttura era abbandonata.

Era estate ma non c’ era nessuno”- ricorda. Si trattava però di un posto capace di conservare intatto il suo fascino. Nato negli anni ’50 da una famiglia religiosa fondata da un mercante spagnolo, il villaggio veniva utilizzato come collegio e accoglieva figli di carcerati e i giovani provenienti dalla  Palude pontina con la pellagra. “Attorno alla struttura, come è possibile vedere ancora oggi, nascevano dei capannoni all’interno dei quali i giovani potevano imparare i  mestieri. Il falegname c’è ancora” spiega Fiordalice-. Nel 2000, grazie ai finanziamenti offerti in occasione del Giubileo, la struttura è stata rinnovata.  Ma la struttura non era ancora in grado di rendere economicamente”
“ Da tempo la nostra idea era quella di dedicarci a una casa di riposo- ha spiegato Fiordalice-. Abbiamo chiesto ai frati che gestivano la residenza se erano intenzionati a darla in gestione e, tra le tante proposte, hanno scelto proprio il nostro. Non è un caso: ci anima la stessa aspirazione al sociale, la stessa volontà di pensare ai più deboli”.

 

Per info: www.villaggiomercede.it

 

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