A PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI LEGACOOP LAZIO PRESENTA “LE RAGAZZE DELLA COOPERATIVA”

“Militanza di valori, riscatto sociale e culturale, desiderio di applicare i principi di indipendenza e eguaglianza in azioni imprenditoriali, sposando la scelta della cooperativa. E’ quanto emerge dalla storia de La Lumiéra, testimonianza di un successo sociale e culturale in un contesto in cui le donne erano destinate ad essere solo donne e madri. Quel contesto politico e sociale non c’è più, né tornerà, ma i temi del lavoro, del riconoscimento della qualità del lavoro della donna, del gap retributivo, delle difficoltà nel far carriera, sono tutti ancora qui. Lo dicono tonnellate di analisi sul mercato del lavoro e nonostante ciò i problemi non si risolvono. Quella che è cambiata, però, è la consapevolezza delle donne che non sono già più le ragazze che si meravigliavano di avere un lavoro importante. E quello che non è cambiato? E’ il prendere in considerazione l’idea di lavorare in cooperativa tra pari, da padrone di sé stesse. Ancora oggi le imprese cooperative gestite da donne nel Lazio sono tante: Legacoop Lazio le supporta e le sostiene, dalla fase di startup fino a quella di consolidamento sul mercato, consapevole dell’importanza del potenziare le loro opportunità imprenditoriali”.

Così Mauro Iengo, presidente di Legacoop Lazio, durante la presentazione nello stand della Regione Lazio alla “Fiera Più libri, più liberi” del volume “Le ragazze della cooperativa”, a firma di Lucia Visca, edito da All Around.

“Mentre l’Italia si avvia alla stagione peggiore della lotta per il lavoro ne secolo scorso, un gruppo di ragazze di Allumiere, giovanissime e digiune di esperienza, costituiscono una cooperativa. La chiameranno “La Lumiéra cooperativa abbigliamento”, dichiarando col nome due cose. L’orgoglio di vivere in una delle aree con maggiore tradizione operaia del centro Italia, grazie alla secolare presenza di miniere di allume. E la voglia di far diventare mestiere e lavoro l’arte femminile del tagliare e cucine – si spiega nell’introduzione al libro-. La vicenda delle ragazze di Allumiere si intreccerà, per strane circostanze della storia, con la fuoriuscita dal Pci dei contestatori di Manifesto, con i successi della grande moda romana e, dopo, con la crisi indotta dall’emergere della Milano da bere. E ancora: La Lumiéra andrà in crisi e morirà quando il lavoro italiano sarà minacciato, prima, e annientato, dalla delocalizzazione. Ma La Lumiéra, intanto, in trent’anni, avrà cambiato la storia collettiva di un paese, perfino nelle scelte politiche, e la storia personale di centinaia di donne”.