Legacoop Lazio e Legacoopsociali Lazio hanno inaugurato un ciclo di incontri online dedicato alla coprogettazione nel welfare.
Nel confronto tra criticità e potenzialità della co-progettazione nel welfare vince un principio supremo: quello della sostenibilità economico-finanziaria, istituzionale e organizzativa, indispensabile per trovare un equilibrio tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore.
“La sostenibilità e la durabilità dei processi collaborativi tra questi soggetti è inoltre legata alla capacità di trovare un elemento di negoziazione in un obiettivo comune – ha dichiarato Filippo Giordano, professore di Economia aziendale Università LUMSA, durante il webinar dedicato alla coprogettazione di Legacoop Lazio e Legacoopsociali Lazio che si è tenuto il 20 marzo-.Bisogna infatti sapere restare dentro una visione condivisa nonché dentro una dimensione di corresponsabilità rispetto agli esiti, condividendo i rischi ed elevando tutti i soggetti a partner in quanto la collaborazione tra pubblico e privato è una formula organizzativa in cui si decide di stare su un piano paritario, pur nel rispetto dei ruoli”.
Il patto, però, deve essere uno: che si eviti il rischio che gli strumenti amministrativi si trasformino in fini, anziché in mezzi per raggiungere obiettivi. La co-progettazione deve essere una scelta funzionale al problema da affrontare, all’interno di una filiera logica che parte dalla co-programmazione, ovvero dall’analisi condivisa dei bisogni del territorio.
E’ questa la sintesi estrema dell’intervento di Diego Dutto, direttore Legacoopsociali Nazionale, che ha rimarcato: “Non dobbiamo reificare la procedura amministrativa in quanto essa è di per sé un tool-kit per perseguire determinati obiettivi e risultati”.
Tutto ciò richiede un cambiamento culturale sia nella P.A. che nel Terzo Settore, nella consapevolezza che non tutti i contesti sono pronti per sperimentare percorsi realmente collaborativi, e che spesso manca la capacità di lavorare su un piano paritario.
“Non è un caso se noi di Legacoop abbiamo da sempre insistito sulla necessità del praticare il metodo della concertazione tra P.A. e corpi intermedi. E’ chiaro che non tutto possa essere affidato con procedure di gara così come non tutto possa rientrare nel criterio della coprogettazione” ha aggiunto Mauro Iengo, presidente di Legacoop Lazio.
E Gianfranco Marocchi, ricercatore IRS e direttore rivista Welforum, ha incalzato: “per affrontare le criticità è necessario analizzare come nella prassi si sia riuscito a superarle, confrontandoci su soluzioni che ci sembrano più adeguate”.
“Allora la domanda che ci guida è semplice: quali condizioni servono perché la coprogettazione sia davvero sostenibile? E come rimettere al centro la cooperazione sociale come protagonista di un rapporto autenticamente paritario con la Pubblica Amministrazione, rompendo definitivamente la logica cliente-fornitore?” ha rilanciato Anna Vettigli, referente Legacoopsociali Lazio.
Per dare risposta a questi quesiti, Legacoop Lazio e Legacoopsociali Lazio continueranno ad approfondire con esperti, referenti della P.A., operatori e imprese, quali siano potenzialità, nodi da sciogliere e buone prassi da seguire per rendere la coprogettazione uno strumento efficace per il welfare nel Lazio.
Presto disponibili sul sito i nuovi appuntamenti del ciclo di eventi online inaugurato il 20 marzo.