DISABILITA’ E VITA INDIPENDENTE, TUTTI IN PARAPENDIO CON LA COOPERATIVA IL PUNGIGLIONE

C’è chi crede che a cambiare le persone non siano le parole. C’è chi crede che, in realtà, siano le emozioni a farlo. L’esperienza di una nuova emozione, infatti, può cambiare in un giorno quello che non è cambiato nelle convinzioni, nei confronti più animati e nei ragionamenti più radicati di ciascuno. Un’emozione, invece, può cambiare la percezione di sé, quella degli altri, nell’immediato. Può aiutare ad aprire porte che prima erano serrate.  E può far emergere coraggio e fiducia laddove prima c’era solo la paura. Ed è questo che crediamo sia accaduto a un gruppo di giovani con disabilità che, per la prima volta, ha spiccato il volo in parapendio grazie alla cooperativa sociale Il Pungiglione, nell’ambito del progetto VOCE Agenzia per la Vita Indipendente della ASL Roma 5. Crescita personale, autonomia e inclusione hanno smesso di essere solo tante belle parole, gli assi portanti di un progetto fissato su carta, e si sono trasformate in un momento di conquista, di crescita, di felicità. Perché abbattere le barriere significa rendere possibili esperienze che altrimenti non lo sarebbero state. E costruire, attraverso l’esperienza e il vissuto, quello che nelle parole non riuscirebbe a stare.

“In ciascuno dei nostri super coraggiosissimi partecipanti, ragazzi con disabilità sia sensoriali che intellettive, staccarsi da terra ha risvegliato ovviamente emozioni intense: la paura del vuoto, l’incertezza dell’ignoto e quel timore, così profondamente umano, di non farcela. In quel momento, il battito cardiaco era accelerato per tutti, anche per chi ammirava da terra, e nell’aria si respirava un’adrenalina pura, in un incredibile mix di paura e profonda felicità – racconta Francesca Pagliani, coordinatrice del progetto e socia della cooperativa Il Pungiglione-. Ed è stato proprio lì che è avvenuta la magia. Ognuno di loro ha trovato dentro di sé la forza di fare quel passo decisivo verso il vuoto, lasciandosi andare al decollo”.  Una volta scesi a terra, i partecipanti hanno commentato: “un’esplosione di pura energia! All’inizio avevo i brividi ma lassù mi sono sentito leggerissimo, come se non avessi più alcun peso”.  Un altro, appena sceso, ha urlato: “voglio rifarlo subito!”. 

Per la cooperativa Il Pungiglione, il valore dell’iniziativa va ben oltre il volo. “I ragazzi hanno vissuto questa esperienza non come semplici beneficiari di un servizio, ma come veri protagonisti della propria vita, trasformando il blocco della paura nell’euforia della conquista. Il loro entusiasmo ha coinvolto tutti noi, tanto che forse anche l’équipe proverà presto a essere altrettanto coraggiosa”, prosegue Francesca Pagliani.

Un’esperienza che racconta con forza cosa significhi costruire realmente percorsi di autodeterminazione e partecipazione. “Vedere i ragazzi staccare i piedi da terra non è stato soltanto un momento emozionante, ma il manifesto di ciò che facciamo ogni giorno – continua-. L’Agenzia per la Vita Indipendente nasce proprio con questo obiettivo: trasformare il concetto di inclusione da principio astratto a possibilità concreta”.

Garantire pari opportunità significa infatti consentire a ogni persona di vivere esperienze significative, anche quelle che fino a ieri sembravano impossibili.

“L’autonomia si costruisce anche attraverso iniziative come questa – spiega-. Esperienze che permettono di guardare il mondo da una prospettiva diversa, di conoscere meglio se stessi e di superare i propri limiti. Ogni decollo va molto oltre il semplice volo: ogni volta che abbattiamo un pregiudizio, spostiamo un po’ più in là il confine di ciò che riteniamo possibile

Questo piccolo grande traguardo è stato possibile grazie alla collaborazione tra cooperative sociali, associazioni e istituzioni che, ogni giorno, lavorano insieme per costruire comunità più inclusive. Il progetto è stato realizzato da una ATI di cui capofila è Il Pungiglione e da Centro Maria Gargani, Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti consiglio Regionale Lazio e Parkinson Giovanile APS.

“La rete creata attorno al progetto VOCE dimostra come la cooperazione possa tradursi in opportunità concrete, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e di valorizzarne capacità, desideri e aspirazioni. Perché, quando una rete non si limita a esistere ma diventa viva e operativa, accadono cose straordinarie. Come vedere dei ragazzi con disabilità toccare il cielo con un dito” conclude.