Un passo atteso da anni per molte aree periferiche della Capitale: l’Assemblea capitolina ha approvato la delibera che introduce la possibilità di costituire servitù pubbliche su tratti di strade private nelle aree di recupero urbanistico, le cosiddette “Zone O” e “Toponimi”.
E’ una conquista che deriva senza ombra di dubbio anche da un lungo lavoro che è durato tre anni e che è stato messo in campo da Legacoop Abitanti Lazio, sotto il coordinamento del referente Fabrizio Scorzoni, insieme alle associazioni consortili di recupero urbano.
A comunicare la notizia è stata la presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli, prima firmataria del provvedimento, che evidenzia come l’intervento sia finalizzato a garantire la piena operatività dei servizi essenziali. Tra questi, la rete fognaria, il servizio idrico, l’illuminazione pubblica e, più in generale, tutte le opere di urbanizzazione primaria.
La misura si inserisce in un contesto urbano complesso, caratterizzato da quartieri sviluppatisi spesso in modo spontaneo e rimasti a lungo in una condizione di incertezza amministrativa. In queste zone, la presenza di strade private ha storicamente rappresentato un ostacolo alla realizzazione e alla gestione dei servizi pubblici.
L’introduzione delle servitù pubbliche mira proprio a superare tali criticità, consentendo il passaggio delle infrastrutture e rendendo più agevoli gli interventi di manutenzione e adeguamento.
Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione capitolina, il provvedimento rappresenta anche un’importante semplificazione sul piano amministrativo. Oltre a favorire la regolarizzazione delle reti già esistenti, la delibera dovrebbe accelerare le procedure per la realizzazione di nuove opere, riducendo tempi e complessità burocratiche.
Un elemento particolarmente significativo per territori che ancora oggi registrano carenze infrastrutturali e difficoltà nell’accesso ai servizi di base.
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Illustrazione realizzata con ChatGPT/AI