QUARTICCIOLO, INSIEME PER IMMAGINARE NUOVE ECONOMIE

Da 27 anni il palazzo più alto de Il Quarticciolo, nato come casa del fascio e poi diventato una piccionaia, é stato recuperato e riaperto. Ventisette anni intensi, di lotta.

Le stanze che per decenni sono state uffici sono diventate case per decine di persone in emergenza abitativa. Le celle del piano terra sono diventate un doposcuola popolare. Il seminterrato una bottega con laboratori di birrificazione e falegnameria.

La forza e la fantasia dell’autorganizzazione: un palazzo che non è solo un condominio, ma una comunità che lotta per il diritto all’abitare di tutta la borgata.

Durante la due giorni di festa che si è tenuta tra il 13 e il 14 dicembre si è ragionato di come da questi spazi possano nascere idee e progetti che danno un contributo al cambiamento reale del Quarticciolo. Dal recupero dell’ex questura al contrasto all’abbandono scolastico, dalla lotta per l’abitare fino ad immaginare nuove economie per un quartiere dove tutto chiude. 

Le attività proposte sono state tante: dalla mostra del corso di Architettura e comunità emergenti dell’Università Roma 3 alla stampa serigrafica live, dalla presentazione del progetto di microbirrificio a cura di Bottega Quarticciolo con Fondazione Charlemagne, Legacoop e Legacoop Lazio, Consorzio Birra Italiana, Fabio Bonanno, Birrificio Aimara, fino alla presentazione del documentario “I quindici del birrificio messina” del regista Alessandro Turchi. Il giorno seguente, la presentazione del fumetto “Questa casa non la mollerò” di Elia Budoni edito da Microstamperia Quarticciolo. Dopo una intensa discussione con gli abitanti dell’ex Questura, il Movimento per il diritto all’abitare e Quarticciolo Ribelle, si è tenuta la presentazione di “Futuri urbani possibili”, il libro a firma di Carlo Cellamare con l’autore, Quarticciolo Ribelle e Luciana Castallina. Si è concluso poi con una apericena a cura del laboratorio di Ristorazione