È stato pubblicato sull’edizione del 3 luglio del Bollettino ufficiale della Regione Lazio (BURL) il Piano annuale degli interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2025, approvato dalla Giunta lo scorso 26 giugno. Con un investimento di 2,5 milioni di euro, dà attuazione al Piano strategico triennale in materia 2025-2026 e individua gli interventi finanziabili, i soggetti destinatari, le risorse necessarie, i criteri e le modalità di concessione dei finanziamenti, i tempi e le modalità per la realizzazione degli interventi stessi.
Il piano prevede, tra le altre cose, campagne informative e di comunicazione mirate per fornire supporto e assistenza a cittadini e imprese sulla normativa in materia e sulle iniziative regionali attive; campagne di informazione/formazione sui rischi emergenti, compresi quelli che derivano dai cambiamenti climatici tra cui il calore eccessivo, le radiazioni ultraviolette, gli eventi metereologici estremi e l’inquinamento atmosferico.
Tra gli interventi, l’organizzazione della Giornata regionale per la salute e la sicurezza, che si terrà il primo ottobre di ogni anno, e che concorre alla promozione e alla diffusione del valore pubblico della “salute e sicurezza negli ambienti di lavoro” tramite un coinvolgimento attivo di rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e dei lavoratori, di esperti del settore. Sarà inoltre aperto uno sportello informativo per la sicurezza sul lavoro presso i Centri per l’Impiego delle città capoluogo della Regione: Frosinone, Latina, Rieti, Roma Capitale, Viterbo.
Sistema di qualificazione delle imprese. L’obiettivo è quello di sviluppare modelli organizzativi aziendali che tengano conto delle specificità dei lavoratori, tra cui l’evoluzione delle condizioni personali nell’arco della vita lavorativa e delle particolari caratteristiche di svolgimento della mansione, per prevenire la ricaduta psicologica dei lavori ripetitivi e monotoni ad alto rischio di infortunio, di governare l’impatto della digitalizzazione del lavoro, nonché l’incidenza dei mutamenti delle condizioni ambientali (stress climatico, radiazioni ultraviolette, eventi metereologici estremi, rischi contagio, inquinamento atmosferico). A questo scopo, quale elemento di valorizzazione, verrà considerata l’adesione delle imprese ai CCNL di settore siglati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, e la presenza di servizi di sostegno psicologico per i lavoratori.
Interventi di sostegno alla ricerca e all’innovazione nelle imprese sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La Regione Lazio intende supportare lavoratori e imprese sulle tematiche della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con l’obiettivo di favorire l’applicazione di comportamenti corretti per prevenire i rischi presenti nell’ambiente di lavoro, e di sviluppare e consolidare un ambiente di lavoro sicuro e sano per tutti i lavoratori. L’intervento consisterà nella realizzazione di un set di azioni che riguardano la ricerca e l’innovazione in materia di sicurezza sul lavoro, la formazione in impresa, e il supporto all’acquisto di dispositivi di protezione individuali (DPI) utili a elevare il livello di protezione a tutela dei lavoratori, valorizzando il ricorso all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Mappatura RLS/RLST. Per favorire in tutte le imprese del territorio regionale la rappresentanza per la sicurezza aziendale o territoriale, espressione delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, la Regione intende realizzare una mappatura dei Rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza (RLS) e dei Rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza territoriali (RLST) presenti nelle imprese del territorio regionale, per favorire una migliore conoscenza e un maggiore controllo del territorio. Con le stesse finalità, potrà essere avviata anche la mappatura degli organismi paritetici per la sicurezza presenti sul territorio regionale.
Valutazione dei rischi. L’obiettivo della valutazione dei rischi tradizionali si amplia a quelli emergenti, compresi quelli legati ai cambiamenti climatici (e, dunque, alla possibilità di operare in scenari avversi per via delle alte o delle basse temperature) e alla digitalizzazione del lavoro, oltre che ai rischi che derivano dalla presenza sui luoghi di lavoro di agenti chimici e agenti cancerogeni, come amianto e radon, e a quelli psicosociali collegati allo stress lavoro-correlato, con particolare riferimento al rischio di aggressioni e di molestie negli ambienti di lavoro aperti al pubblico e a quelli legati all’ingresso sempre più massiccio nel mercato del lavoro di manodopera costituita da lavoratori stranieri, precari e anziani. È dunque necessario individuare percorsi mirati e strumenti flessibili per l’individuazione dei rischi nelle diverse realtà professionali.
Fonte: ES Agenzia