BANDO INNOVA IN COOP, III CLASSIFICATO: CONSUMO CULTURA- IL GROUPON DELLE COOPERATIVE

Una cooperativa di comunità sposa l’innovazione e coniuga i valori della tradizione cooperativa alle ITC, dando vita ad un gruppo di acquisto e ad una piattaforma commerciale online. Si chiama “Consumo cultura” ed è il progetto che si è classificato terzo in graduatoria all’interno del bando Innova In Coop, promosso da Legacoop Lazio, gestito da Service Lazio 2000 e finanziato da Coopfond e dalla Regione. Il bando – rivolto a nuove idee di impresa innovativa – tornerà a settembre con una II edizione.

 

 


I VALORI
che regoleranno il “mercato” del settore culturale e che offriranno una garanzia -sia ai soci che agli utenti- saranno quelli propri della cooperazione. “E’ così che i consumi diventano più sostenibili per tutti e più etici. Risultato? Gli eventi e le iniziative culturali si moltiplicano e cresce il loro successo, fino a riportare vitalità ai territori- ha detto Stefano Venditti, presidente Legacoop Lazio-. Per questo Innova in coop ha creduto in questo progetto”.

I servizi culturali, infatti, si integrano e diventano convenienti per gli offerenti e per gli utenti – riportando vitalità ed energie al territorio, grazie ad una comunità virtuale che si raccoglierà attorno ad una piattaforma online. E ad un Gruppo di acquisto. Ne abbiamo parlato con Sergio Scorsini-  promotore del progetto insieme a Sesto Quatrini – direttore d’orchestra; Marco Maria Gazzano- docente di Arti visive a Roma Tre; Edoardo Novelli- docente di Comunicazione politica a Roma Tre; Carlo Palozzi – laureato in Giurisprudenza e Isabella Pomi, collaboratrice presso la cattedra di Arti visive all’Università di Roma Tre.

“L’iniziativa non si fermerà al viterbese- sebbene intenda coinvolgerlo in maniera prioritaria e diretta- ha spiegato Sergio Scorsini-. La cooperativa di comunità che costituiremo – che pensiamo possa chiamarsi “Acquisti culturali e ricreativi”risponderà all’esigenza concreta di cittadini, associazioni, operatori turistici e culturali, che intendono fruire di servizi e prodotti culturali e d’intrattenimento e che contribuiscano a migliorare la qualità della vita dei territori ed al benessere dei soci” ha detto. “Abbiamo constatato come – non solo nel Lazio e nella Tuscia ma un po’ ovunque in Italia- le iniziative culturali siano frammentate, non riescano ad attrarre sponsor e spesso anche un pubblico- continua-. Abbiamo pensato che un approccio diverso – di rete, che coinvolga quindi più stakeholders  e che metta al centro l’esigenza dei consumatori di fruire di servizi culturali – fosse la risposta da dare al problema”.

La sostenibilità delle iniziative culturali – dunque- diventerà prioritaria. Ma come funzionerà concretamente?
“Inviteremo tutti ad aderire alla piattaforma – associazioni, cooperative, soggetti ed enti tra i più disparati. Più numerosi saranno coloro che vorranno aderire, più possibilità di successo avrà Consumo cultura” ha ricordato. “Un esempio: se voglio organizzare un concerto, ho bisogno di un contributo. Io potrò valutare se contribuire-  cercando di ottenere un beneficio più elevato possibile per i miei soci- potrebbe essere, in questo caso, uno sconto sull’acquisto dei biglietti” ha detto Scorsini. “Un organizzatore di eventi, poi, potrà propormi anche la possibilità di dare vita ad un partenariato-continua-. Se la cooperativa di comunità, poi, dovesse credere a quell’iniziativa, potrebbe anche trasformarla da associazione ad impresa culturale”.
Fuori dalle logiche concorrenziali, gli operatori lavoreranno secondo un principio di solidarietà. Operatori e consumatori non saranno più contrapposti ma in sintonia, seppur mantenendo ruoli differenti. Il tutto in una logica cooperativa. “Si è deciso di fondare una cooperativa di comunità perché ci consentirà di introdurre cambiamenti culturali sul territorio in maniera diffusa- ha ricordato Sesto Quatrini-. La coop di comunità, inoltre, ha una struttura che potrà facilitare la collaborazione con gli enti pubblici e l’ottenimento di fondi per la cultura”.

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