Prima progetto, poi associazione, subito dopo startup cooperativa. È il percorso che un gruppo di giornalisti ha sperimentato prima di arrivare a fondare Editrice Circolare, società cooperativa tra professionisti nata a Roma da pochi anni e oggi associata a Legacoop Lazio.
Frutto dell’esperienza di un team di esperti, il magazine sul web Economiecircolari.com analizza e diffonde pratiche concrete di economia circolare, scelte imprenditoriali e industriali effettivamente orientate alla sostenibilità, accadimenti che a livello internazionale e nazionale influiscono sulle politiche energetiche e ambientali.
Le attività della cooperativa, però, non si limitano a quella giornalistica e si ampliano e integrano con quelle di comunicazione e sensibilizzazione delle imprese e dell’opinione pubblica attraverso iniziative commerciali. Se il giornale ha compiuto già 5 anni, la cooperativa ne ha festeggiati 2 a novembre. Questo perché, come accade a molti professionisti, prima di arrivare a una forma imprenditoriale, si sperimentano le attività da principio in via progettuale e poi associativa, per poi in ultimo scoprire che la forma di impresa più adeguata per le proprie esigenze è la cooperativa.
Questo periodo sperimentale è molto utile, comunque, per testare attività, organizzare il team, crescere professionalmente e immaginare un modello di business sostenibile che consenta di accedere a finanziamenti e di guardare al futuro con serenità. E’ anche un modo per non buttarsi a capofitto e senza paracadute sul mercato ma per avvicinarvisi prudenzialmente e con cautela. “La nostra esperienza parte dal progetto “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”, integrato nel sito del magazine.
Questo progetto aveva lo scopo di mappare, catalogare e sistematizzare le esperienze di economia circolare in Italia- racconta la presidente-. Tutto è iniziato con un concorso rivolto a fotografi, podcaster, fumettisti e giornalisti, che dovevano raccontare queste esperienze con il loro linguaggio per far vivere l’Atlante”. Da lì a tre anni l’esperienza dell’Atlante era da rinnovare.
“Raccontava le esperienze ma non il fermento anche dal punto di vista delle evoluzioni normative a cascata del Grean Deal europeo – continua -. E quindi abbiamo deciso di assumere una conformazione non associativa e di avere una nuova personalità giuridica. Abbiamo così optato per la cooperativa in quanto forma imprenditoriale che ci rappresenta di più”. Oggi l’impresa riunisce sei soci e sei dipendenti. “Abbiamo inoltre dei collaboratori che vorremmo assumere appena le condizioni lo consentiranno, anche provando a fare il passo più lungo della gamba. Non è scontato per il contesto nazionale del settore giornalistico specificare che tutte le persone sono retribuite: siamo molto rigidi su questo” spiega Alessandra De Santis, presidente di Editrice Circolare. La forma cooperativa non è solo una scelta identitaria: permea tutte le dinamiche di questa impresa. “In riunione di redazione, nel confronto delle proposte e nel modo di trattare i temi, c’è un modello decisionale orizzontale, partecipato e condiviso” conclude.