La Repubblica Roma: Intervista a Marotta, presidente di Capodarco

Riportiamo l’intervista a Maurizio Marotta, presidente della cooperativa sociale Capodarco, pubblicata su La Repubblica Roma il 10 agosto 2011.

Marotta, presidente della coop che gestisce il Recup: “Mettere in rete i privati accreditati”

Il presidente:” Di fronte a un’urgenza il medico di base può ottenere un appuntamento in tre giorni lavorativi”

di CARLO PICOZZA

“Di fronte a un sospetto diagnostico si può ottenere un appuntamento per un esame o una visita in tre giorni lavorativi”. Maurizio Marotta, presidente della cooperativa sociale Capodarco che gestisce il Recup, il call center per le prenotazioni delle prestazioni ambulatoriali (numero verde 803333), indica la via per accorciare i tempi di attesa almeno ai pazienti a rischio o con sospette patologie gravi: “Il medico di famiglia o lo specialista, riscontrata l’urgenza, può attivare il filo diretto con gli operatori del Recup attraverso il numero verde dedicato a loro per i pazienti che vanno immessi in una sorta di corsia preferenziale”.

Quante richieste urgenti arrivano al vostro centralino?
“In media oltre quattromila al mese, quasi il 2 per cento delle prenotazioni telefoniche totali che nel 2010 hanno superato i tre milioni”.

Dal vostro osservatorio rilevate una crescita dei tempi di attesa per le prestazioni?
“Sì, c’è stato un aumento costante, complici anche le Asl e gli ospedali che non mettono a disposizione le agende delle prenotazioni: oltre il 60 per cento delle prestazioni vengono eseguite fuori dagli appuntamenti, spesso per vie traverse. Dal 2008, in concomitanza con l’adozione delle misure di rientro dal deficit, c’è stata un’accentuazione del fenomeno: i tempi si sono allungati soprattutto per gli esami diagnostici attraverso le immagini”.

Sta parlando dei tagli al personale, ai reparti e alle chiusure di ospedali?
“La diminuzione dell’offerta sanitaria è tra le cause dei tempi lunghi di attesa soprattutto per le prestazioni di diagnostica strumentale, dall’ecografia alla mammografia, dalla tac alla risonanza, all’ecocolordoppler”.

Quali rimedi suggerirebbe per combattere le lunghe attese?

“Si dovrebbe aprire il sistema regionale di prenotazione ai centri privati accreditati che potrebbero così concorrere, soprattutto per le prestazioni più critiche, a fornire un supplemento di risposta in modo più tempestivo al fabbisogno di salute dei cittadini”.

fonte: La Repubblica Roma