COOPERA 2030, UN ORIZZONTE PIU’ VICINO PER GIOVANI E DONNE IN COOPERATIVA

È stato l’intervento del direttore di Legacoop Lazio, Lucia Di Donato, ad aprire i lavori dell’evento “Le Cooperative del 2030”, una giornata di confronto dedicata al futuro del movimento cooperativo, organizzata attraverso la metodologia del World café, uno strumento partecipativo che mette al centro il dialogo, l’ascolto e la costruzione condivisa delle idee.

“La vera sfida è contribuire a costruire una nuova cultura organizzativa nella quale il ricambio generazionale, la parità di genere, il welfare, la partecipazione e la qualità del lavoro diventino fattori strategici per la competitività e la sostenibilità delle nostre cooperative. Investire sulle persone non è un costo: è il più importante investimento che possiamo fare per rafforzare le nostre imprese e renderle più preparate ad affrontare le sfide del futuro – ha commentato Di Donato-. Perché una cooperativa che non riesce a coinvolgere i giovani rischia di perdere il proprio futuro. Una cooperativa che non valorizza pienamente il talento delle donne rinuncia a una parte fondamentale della propria capacità di innovare. Una cooperativa che non sa trasferire competenze e responsabilità alle nuove generazioni mette a rischio il patrimonio più prezioso che ha costruito nel tempo”.

Nel corso del suo intervento, il direttore ha presentato COOPERA 2030 Innovare processi, welfare e governance per una cooperativa a misura di giovani e donne, progetto finanziato dal Fondo Promozione Attiva di Coopfond e promosso da Legacoop Lazio insieme alla Commissione Pari Opportunità e a Generazioni Lazio.

L’obiettivo del progetto è analizzare le barriere organizzative, culturali e professionali che ancora oggi limitano l’ingresso, la permanenza e la crescita di giovani e donne all’interno delle cooperative, per individuare strumenti concreti capaci di favorire inclusione, partecipazione e valorizzazione delle competenze. “Oggi non presentiamo soltanto un progetto – ha sottolineato il direttore – ma vogliamo aprire una riflessione sul futuro della cooperazione nel Lazio. La domanda che dobbiamo porci è semplice: la cooperativa che conosciamo oggi saprà ancora attrarre, coinvolgere e valorizzare le persone che domani ne guideranno lo sviluppo?”.

Nel ricordare le profonde trasformazioni che stanno interessando il sistema cooperativo, dal cambiamento del mercato del lavoro all’invecchiamento della popolazione, dal ricambio generazionale alla difficoltà ad attrarre e trattenere competenze, dalle nuove aspettative delle giovani generazioni al permanere delle disuguaglianze di genere nei percorsi professionali e nei ruoli decisionali, ha detto: “di fronte a questi cambiamenti non possiamo limitarci ad adattarci. Dobbiamo governarli e trasformarli in un’opportunità di crescita”

Da questa consapevolezza nasce COOPERA 2030, un progetto che non si rivolge esclusivamente a giovani e donne, ma punta a rafforzare la capacità delle cooperative di innovare la governance, l’organizzazione del lavoro, il welfare aziendale e i processi di partecipazione, mantenendo al centro i valori mutualistici che costituiscono l’identità della cooperazione.

Tra gli elementi qualificanti del progetto, Di Donato ha evidenziato innanzitutto la partecipazione diretta delle venti cooperative coinvolte, che non saranno semplice oggetto di analisi ma contribuiranno, attraverso interviste, momenti di confronto e attività di co-progettazione, alla realizzazione degli strumenti che saranno successivamente messi a disposizione dell’intera rete di Legacoop Lazio.

Altro punto di forza è il metodo partecipativo adottato, che affianca all’analisi dei dati strumenti innovativi come il World café. Per questo i partecipanti sono stati suddivisi in quattro tavoli tematici dedicati a governance e partecipazione associativa, gestione e valorizzazione delle risorse umane, welfare e conciliazione vita-lavoro, cultura organizzativa e linguaggio inclusivo. Particolare spazio è stato dedicato al percorso della certificazione della parità di genere, con l’obiettivo di tradurre principi e requisiti normativi in strumenti semplici, concreti e facilmente utilizzabili anche dalle cooperative di piccole e medie dimensioni.

Fondamentale, infine, il coinvolgimento diretto di giovani e donne, che saranno protagonisti nella definizione delle soluzioni organizzative e non semplici destinatari delle politiche di cambiamento.

Il percorso porterà alla realizzazione di un Kit operativo destinato a tutte le cooperative associate, ma, come ha ribadito Di Donato, “il valore del progetto va ben oltre il Kit finale. La vera sfida è contribuire a costruire una nuova cultura organizzativa. E il Kit che realizzeremo non sarà il documento di Legacoop Lazio o dei partner del progetto, ma il risultato del lavoro delle cooperative coinvolte. Rappresenterà un patrimonio comune per tutte le nostre associate. Questa è anche la nostra idea di rappresentanza: non vogliamo limitarci a rappresentare le cooperative, ma accompagnarle nella crescita, sostenerne l’innovazione e rafforzarne la funzione economica e sociale. Il 2030 non è un orizzonte lontano. È il futuro che iniziamo a costruire oggi, insieme”.