“Il futuro non si costruisce sostituendo una generazione con un’altra, ma creando occasioni di confronto, trasferimento di competenze e condivisione delle responsabilità. Per questo credo che dobbiamo avere il coraggio di porci alcune domande. I giovani riescono davvero a partecipare ai processi decisionali? Le donne trovano reali opportunità di accesso ai ruoli di responsabilità? I nostri modelli organizzativi sono adeguati ai cambiamenti demografici, sociali e professionali che stiamo vivendo? E ancora: utilizziamo un linguaggio adeguato, inclusivo e capace di parlare alle nuove generazioni e alla società che cambia? Non sono domande provocatorie. Sono domande necessarie, perché chiamano in causa la nostra capacità di trasformare nella pratica quotidiana quei valori di partecipazione, democrazia e inclusione che rappresentano da sempre il fondamento dell’esperienza cooperativa”.
Lo ha detto Thomas Mazzoni, referente di Generazioni Legacoop Lazio, durante i lavori del World café “Le cooperative del 2030”, organizzato da Legacoop Lazio in collaborazione con Generazioni Legacoop Lazio e la Commissione Pari Opportunità dell’associazione, all’interno di un progetto sostenuto da Coopfond.
Mazzoni ha richiamato l’attenzione su una questione fondamentale: il futuro della cooperazione non dipende soltanto dalla capacità di affrontare le sfide economiche, tecnologiche e ambientali, ma soprattutto dalla capacità di mettere al centro le persone.
“La vera domanda non è soltanto come saranno le cooperative del futuro, ma chi le guiderà e chi costruirà la cooperazione di domani”, ha sottolineato, evidenziando come la partecipazione delle nuove generazioni e la piena valorizzazione del ruolo delle donne rappresentino una condizione imprescindibile per garantire lo sviluppo del sistema cooperativo.
Nel suo intervento, il coordinatore di Generazioni Legacoop Lazio ha invitato il mondo cooperativo a superare una visione limitata del ricambio generazionale e ad allargare lo sguardo interrogandosi su partecipazione femminile e giovanile, welfare aziendale, governance, gestione e valorizzazione delle risorse umane, conciliazione vita – lavoro, cultura organizzativa ma anche linguaggio inclusivo.
Questioni che, ha ricordato Mazzoni, rappresentano alcune delle priorità inserite nel piano di lavoro triennale di Generazioni Legacoop Lazio. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento della presenza dei giovani nei luoghi della governance associativa, il consolidamento del rapporto tra scuola e cooperazione attraverso percorsi di orientamento e PCTO e la promozione di una cultura organizzativa sempre più inclusiva.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al tema del linguaggio, riconosciuto come uno strumento capace di favorire partecipazione e senso di appartenenza. Non a caso uno dei tavoli del World cafè è stato dedicato proprio a questo argomento. “Il confronto avviato nella giornata di oggi costituirà il punto di partenza di un percorso che porterà, nei prossimi mesi, alla realizzazione di un Manifesto Aperto per il Linguaggio Inclusivo e Paritario, destinato a raccogliere riflessioni, esperienze e buone pratiche emerse dal mondo cooperativo” ha detto.
Nel concludere il suo intervento, Mazzoni ha ribadito come il successo di questo percorso non potrà essere misurato soltanto attraverso indicatori numerici, come la presenza di giovani o donne nei luoghi decisionali, ma soprattutto dalla capacità delle cooperative di rendere la partecipazione un elemento naturale della propria cultura organizzativa.
L’iniziativa “Le cooperative del 2030”, sostenuta da Coopfond, si conferma così un’importante occasione di confronto per immaginare una cooperazione sempre più aperta, inclusiva e capace di valorizzare competenze, talenti e diversità, nella convinzione che il futuro del movimento cooperativo passi, prima di tutto, dalle persone.