Un’ottima notizia: la cooperativa la Ciera dei Colli riceve il Premio Impresa 2025 della Camera di Commercio di Frosinone – Latina.
Ma non è solo un premio. E’ il segno che una direzione è possibile. E’ il marchio di una scommessa vinta, anche se in pochi, forse, avrebbero puntato su chi è sfavorito su tutti i fronti. Perché sulle colline di Monte San Giovanni Campano, nella sola piccola frazione dei Colli, i servizi sono carenti, i negozi in chiusura, l’occupazione difficile. Ma mentre in tutto il Lazio gli oliveti sono in via di abbandono e i giovani si disperdono, in questa piccola frazione un gruppo di amici ha cercato di invertire la rotta e di farne prima un’esperienza che traducesse una passione in realtà, e poi una realtà in un business affermato.
A inizio secolo, tredici amici decidono di recuperare una pianta antica e di farla parlare di nuovo attraverso la storia. La varietà Ciera è un’oliva scura, generosa. Una cultivar che vive da secoli su questi colli. Un’eredità preziosa. Lo dicono i documenti: le Riformanze del Cinquecento, gli atti notarili, i catasti del Seicento e dell’Ottocento.
Anni di lavoro. Tentativi. Propagazione per talea, margotta. Così la Ciera si diffonde nei paesi vicini. Le colline diventano laboratorio di biodiversità. Nel 2022 arriva anche la conferma ufficiale: DNA identificato. Varietà riconosciuta autoctona. Così è stata subito inserita nell’anagrafe nazionale della biodiversità agricola. Non è solo scienza o economia: è identità.
Oggi La Ciera dei Colli è una realtà piccola nei numeri, grande nelle potenzialità espresse da un territorio poco conosciuto: 36 soci, 17 ettari. Un olio monocultivar: solo Ciera.
E nonostante sia una produzione modesta, l’olio non aspetta sugli scaffali: sparisce subito. “Lo vengono a prendere perché ha un sapore diverso”, ci dice il presidente della cooperativa associata a Legacoop Lazio, Donato Caldaroni.
Verde brillante. Fruttato, mandorlato e leggermente piccante. Ma dietro quel sapore c’è la fatica, la capacità di un gruppo di amici di fare tanti sacrifici per un sogno. Tutti, all’inizio, facevano due lavori. Perché investire solo sulla propria terra, i propri olivi e la propria esperienza purtroppo appariva un lusso che nessuno avrebbe potuto concedersi in questa piccola frazione.
Così si è puntato su un frantoio nuovo e tecnologie moderne per un olio estratto a freddo.
“Oggi la Camera di Commercio di Frosinone – Latina ci ha dato questo importante premio anche come riconoscimento alla nostra capacità di innovare. Abbiamo investito 700mila euro tra capannone, macchine e frantoio innovativo – spiega il presidente della cooperativa-. E’ stato faticoso ma oggi chiunque venga a trovarci si rende conto del lavoro che siamo riusciti a fare. Stiamo anche preparando una passeggiata tra gli ulivi secolari dai tronchi grandi e nodosi, sul modello di quelli pugliesi– continua-. Qui c’è una storia che continua a vivere: siamo al confine con lo Stato borbonico, ai margini di una terra che era battuta dai briganti. Tutto questo è un valore aggiunto”.
Questa esperienza imprenditoriale oggi sta attirando diversi giovani. “Ci stanno aiutando a capire come promuovere al meglio il nostro prodotto” racconta soddisfatto. Ed anche sua figlia, emigrata per lavorare in banca, oggi sogna di tornare nel suo piccolo paesino. E finalmente ci saranno le condizioni per poterlo fare.